Monitoraggio settimanale Covid sui contagi: indice di contagio e zone gialle

30 Lug 2021 | Coronavirus

Secondo il monitoraggio settimanale dei contagi, alcune Regioni sarebbero già in zona gialla. Sale ancora l’indice di contagio ma nessun valore critico nelle terapie intensive.

 

Come di consuetudine, il venerdì è il giorno dell’esito del monitoraggio settimanale dei contagi in Italia, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), per mettere al corrente i cittadini ed il Governo sull’andamento della pandemia, con i dati Covid aggiornati su incidenzaindice Rt, tasso di occupazione dei reparti ordinari Covid e terapie intensive.

 

Monitoraggio settimanale dei contagi

Secondo la prima anticipazione dell’Iss, questa settimana sale ancora l’indice Rt a livello nazionale passando a 1,57 contro 1.26 di venerdì scorso.

Come previsto, quindi, aumenta anche l’incidenza settimanale ogni 100 mila abitanti che raggiunge la soglia di 58.

Non c’è da sorprendersi visto e considerato che ogni giorno i contagi sono in crescita su tutto il territorio nazionale a causa della contagiosità della variante Delta.

 

Zone bianche e zone gialle

Nessuna Zona Gialla per il momento: non sono previsti cambi di colore delle Regioni, grazie alla modifica di assegnazione delle zone, avvenuta attraverso il decreto Covid del 23 luglio, che limita l’importanza dell’incidenza dando maggior peso al tasso di occupazione dei reparti Covid e terapie intensive.

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Questi coefficienti, infatti, restano ancora al di sotto della soglia critica che procede a far scattare la zona gialla alle Regioni aventi un tasso superiore al 15% relativo all’ospedalizzazione nei reparti Covid e sopra il 10% per le terapie intensive.

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Regioni che dovrebbero essere in zona gialla

Se il Governo non avesse modificato i criteri di valutazione delle zone gialle, arancione e rosse, alla data odierna vi sarebbero già delle Regioni in zona gialla, tra cui: Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Sicilia e Sardegna, le quali hanno già oltrepassato la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti.