Dai dati dell’Osservatorio di Assolombarda e Comune emerge che il capoluogo lombardo è la meta preferita delle aziende straniere interessate all’Italia. Ma nella città cresce il divario tra ricchi e poveri

 

Progresso e sperequazione. Sono le due facce dello sviluppo di Milano che emergono dall’Osservatorio di Assolombarda e Comune, illustrato al pubblico qualche giorno fa presso l’auditorium dell’Associazione.

Per una città che, nell’ultimo quinquiennio, ha raddoppiato il proprio Pil rispetto al resto del Paese, raggiungendo la percentuale del 9,7% contro il 4,6% del totale, e dove i ricavi procapite sfiorano quota 50.000 euro contro la media nazionale di 26.000 euro, sono tante le difficoltà che la maggior parte dei milanesi deve affrontare.

Una su tutte, l’esclusività del benessere appena descritto.

Dai dati forniti dall’Osservatorio, infatti, è possibile evincere che oltre un terzo della ricchezza prodotta in città è appannaggio del 9% della popolazione.

Un contrasto che rischia di aumentare il divario tra ricchi e poveri e che già preoccupa il sindaco Sala e il presidente di Assolombarda Bonomi, i quali si sono detti pronti a intraprendere una seria politica di inclusione sociale, fatta di azioni concrete per ridurre il tasso di disoccupazione giovanile cittadina, oggi stabile al 24%, e per rendere maggiormente garantito il lavoro precario.

Ma quali sono i punti di forza che giustificano le performance economiche di Milano, e su cui l’amministrazione potrà puntare per coniugare competitività e solidarietà?

In una classifica globale in cui è stata posta a confronto con le principali metropoli continentali e mondiali, tra cui Monaco, Barcellona, Stoccarda, Parigi e New York, la nostra città ha guadagnato la terza posizione per quanto riguarda l’attrazione di giovani talenti.  L’obiettivo, in quest’ottica, è quello di incrementare l’offerta didattica e formativa delle Università, così da poter ottenere una maggiore quantità dei finanziamenti europei adatti allo scopo.

Poi, sarà fondamentale preservare l’alto tasso di turisti presenti in città, ormai stabile dopo il picco raggiunto con Expo 2015.

Il capoluogo lombardo, inoltre, è primo in Europa rispetto alla capacità di attrarre imprese e capitali esteri: circa 10.000 le aziende straniere localizzate sul suolo cittadino, e 4.600 le sedi delle multinazionali che, a quanto pare, vedono in Milano l’accesso ideale per gli investimenti in Italia.

Merito dell’ottima reputazione, la migliore tra quelle delle città esaminate nel campione.

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