Milano, piano del Comune per la transizione alla carta d’identità digitale: al via gli appuntamenti già fissati

da | 19 Gen 2026 | Cronaca

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Milano accelera: transizione alla carta d’identità digitale. Arrivano appuntamenti già fissati per passare alla CIE prima del 3 agosto 2026

Milano accelera sulla transizione alla carta d’identità digitale e prova a giocare d’anticipo. Dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee non saranno più valide: una data che per molti è ancora lontana, ma che per il Comune rischia di trasformarsi in un imbuto.

E allora parte un piano straordinario, con una mossa semplice e concreta: contattare direttamente i cittadini interessati e proporre appuntamenti già calendarizzati per passare alla Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Il target è ampio: circa 90mila residenti a Milano che hanno ancora il vecchio documento cartaceo con scadenza successiva al 3 agosto. Il problema, spiegano da Palazzo Marino, non è solo la sostituzione in sé. È evitare la corsa finale, quella che arriva sempre, quando mancano poche settimane e gli sportelli diventano una lotteria.

La scadenza del 3 agosto

La regola è chiara: dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea cessa la validità. Tradotto: chi la tiene nel portafoglio e pensa “tanto scade tra due anni” rischia di ritrovarsi con un documento che, improvvisamente, non serve più. Non per viaggiare, non per identificarsi, non per le pratiche quotidiane.

Per questo il Comune ha deciso di muoversi ora, senza aspettare la classica impennata estiva. L’obiettivo dichiarato è tenere il flusso sotto controllo e distribuire le richieste nei mesi, evitando l’effetto imbuto.

Transizione alla carta d’identità digitale a Milano: gli appuntamenti partono

Il primo passo è stato fatto a fine dicembre. Il 30 dicembre, il Comune ha inviato un primo giro di comunicazioni rivolto a 53.350 cittadini. Non un avviso generico, ma un messaggio con una proposta precisa: un appuntamento già fissato negli uffici anagrafici per sostituire il documento.

Un metodo che punta a tagliare un passaggio, quello che spesso fa perdere tempo: cercare date disponibili, controllare gli slot, rimandare “a domani” e poi ritrovarsi con le agende piene.

A circa venti giorni dal primo invio, i numeri dicono che la strategia sta funzionando. Le conferme sono state 31.292, quasi il 60% delle persone contattate. Un dato alto, soprattutto considerando che si tratta di un rinnovo “anticipato” rispetto alla scadenza reale del documento.

La seconda fase: lettere cartacee per chi non ha contatti digitali

Il piano non si ferma qui. Dopo il primo blocco di appuntamenti, altri slot verranno messi a disposizione per una seconda campagna, questa volta più tradizionale. Il Comune ha infatti in lista circa 30mila cittadini per i quali risulta disponibile soltanto l’indirizzo di residenza fisica.

Per loro arriveranno lettere cartacee, con avvio previsto da febbraio. Anche qui l’idea è la stessa: evitare che una parte della città resti indietro, per motivi che non c’entrano con la volontà ma con i canali di contatto. Non tutti, infatti, hanno recapiti digitali aggiornati o facilmente raggiungibili.

La scelta di usare la posta ordinaria, in questo caso, non è un dettaglio: è un modo per coprire anche le fasce più fragili o meno digitalizzate, quelle che rischiano di scoprire la scadenza quando è già tardi.

Tempi più rapidi: “Ora bastano cinque giorni”

Sul tema è intervenuta anche l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani, che ha rivendicato un cambio di passo rispetto agli anni passati. “Con questa campagna vogliamo prendere per mano le cittadine e i cittadini milanesi e accompagnarli in questa transizione”, ha spiegato.

E poi un dato che il Comune mette sul tavolo come segnale di efficienza: oggi, per ottenere un appuntamento e rinnovare la carta d’identità, servono in media cinque giorni, contro oltre due mesi di attesa che, secondo l’amministrazione, erano la norma in passato.

Non è solo una questione di comfort. È anche la condizione necessaria perché un piano come questo regga: se l’attesa resta lunga, la macchina si inceppa e la “campagna di accompagnamento” diventa un boomerang.

Perché Milano vuole evitare la corsa dell’ultimo minuto

C’è un punto che a Palazzo Marino conoscono bene: quando si avvicina una scadenza, Milano si muove tutta insieme. E i servizi, anche quelli più rodati, vanno sotto pressione.

Con il blocco definitivo delle carte cartacee fissato al 3 agosto, il rischio è di vedere migliaia di richieste concentrate tra giugno e luglio, con sportelli pieni, tempi che si allungano e cittadini che si ritrovano senza documento valido nel momento in cui ne hanno bisogno.

Il Comune, in sostanza, sta provando a spalmare l’urgenza. A farla diventare una pratica gestibile, mese dopo mese, senza trasformarla in emergenza.

E questa volta la strada scelta non è lo spot o l’appello generico: è il contatto diretto, l’appuntamento già pronto, la spinta gentile a non rimandare.


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