Perché Milano è la migliore per gli universitari: lo dice una classifica mondiale

da | 22 Lug 2026 | Arte e Cultura, Eventi a Milano

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Milano conquista il primo posto in Italia nella classifica QS Best Student Cities 2027. Atenei prestigiosi e lavoro la spingono in alto, ma pesano affitti e costo della vita

Milano è la migliore città italiana per gli universitari: a confermarlo è la nuova edizione della QS Best Student Cities 2027, la classifica internazionale che analizza le migliori destinazioni al mondo per chi sceglie di studiare fuori dalla propria città o dal proprio Paese.

Il capoluogo lombardo si piazza al 39esimo posto mondiale, migliorando la propria posizione e precedendo tutte le altre città italiane inserite nella graduatoria. Dietro ci sono Roma, al 47esimo posto, e Torino, che occupa la 66esima posizione.

Il risultato racconta una città che continua a essere percepita come un punto di accesso privilegiato alla formazione universitaria e al mercato del lavoro. Non soltanto a livello nazionale. Milano attira studenti stranieri, ospita atenei conosciuti anche oltre i confini italiani e offre opportunità professionali difficili da trovare altrove.

C’è però un altro lato della medaglia. Vivere nel capoluogo lombardo costa molto e, per una parte degli universitari, il prezzo di una stanza può diventare un ostacolo più pesante delle tasse accademiche.

Milano al primo posto in Italia nella classifica degli studenti

La QS Best Student Cities 2027 prende in considerazione 150 città internazionali e le valuta attraverso diversi indicatori. Tra questi figurano la qualità delle università, la presenza di studenti internazionali, l’attrattività del territorio, le opportunità occupazionali e l’accessibilità economica.

Nel quadro italiano, Milano è la città migliore per gli universitari. Il 39esimo posto globale non la colloca tra le primissime destinazioni del mondo, ma conferma un vantaggio netto rispetto alle principali concorrenti nazionali.

Il dato più significativo riguarda il rapporto con il lavoro. Milano raggiunge infatti la 20esima posizione mondiale per l’attività dei datori di lavoro, un indicatore che misura l’interesse delle aziende verso i laureati formati nelle università della città.

È uno dei motivi per cui migliaia di giovani continuano a sceglierla. Studiare a Milano significa trovarsi vicino alle sedi di grandi imprese, società di consulenza, banche, agenzie di comunicazione, aziende tecnologiche e realtà attive nei settori della moda e del design.

Per molti studenti il passaggio dall’aula all’ufficio può essere più rapido. Stage, tirocini, collaborazioni e primi contratti spesso iniziano già durante il percorso universitario. La concorrenza è alta, certo, ma lo è anche il numero delle occasioni.

Università e reputazione internazionale spingono Milano

Un altro elemento decisivo è il livello degli atenei. Milano si colloca al 27esimo posto mondiale per qualità delle università, grazie a un sistema accademico ampio e diversificato.

La città ospita istituzioni come il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi, l’Università degli Studi di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università Milano-Bicocca e diversi istituti specializzati.

L’offerta formativa attraversa ambiti molto diversi: ingegneria, economia, medicina, discipline umanistiche, architettura, moda e comunicazione. A pesare è anche la crescente presenza di corsi universitari in lingua inglese, che rende Milano più accessibile per chi arriva dall’estero.

La città migliora inoltre nella categoria legata all’attrattività. Qui raggiunge il 38esimo posto, guadagnando cinque posizioni rispetto all’edizione precedente.

Non conta soltanto la reputazione accademica. Milano offre una vita culturale intensa, eventi internazionali e una rete di trasporti che permette di muoversi senza automobile. Mostre, concerti, festival, settimane della moda e appuntamenti dedicati al design contribuiscono a costruire l’immagine di una città sempre in movimento.

Un ritmo che può piacere molto, ma che non è adatto a tutti.

Il problema degli affitti riduce l’accessibilità

Il principale punto debole rimane il costo della vita a Milano. Nella classifica dedicata all’accessibilità economica, la città è soltanto 99esima su 150.

È un dato che ridimensiona il primato italiano. Gli studenti devono affrontare affitti elevati, spese quotidiane consistenti e costi che possono pesare parecchio sui bilanci familiari. Trovare una stanza a un prezzo sostenibile è diventato complicato, soprattutto nei quartieri vicini alle università o ben collegati con il centro.

Anche chi accetta di vivere più lontano deve fare i conti con trasporti, tempi di percorrenza e disponibilità limitata degli alloggi. Le residenze universitarie non sempre riescono a soddisfare la domanda, mentre il mercato privato propone spesso cifre fuori portata.

La posizione di Milano nella graduatoria relativa alla valutazione degli studenti resta infatti nella metà inferiore della classifica. Un segnale da non ignorare: prestigio e opportunità professionali attirano, ma la qualità dell’esperienza quotidiana dipende anche dalla possibilità concreta di permettersi la città.

Il quadro finale è quindi meno semplice di quanto suggerisca il primo posto italiano. Milano è una delle migliori città universitarie del Paese e continua a migliorare sul piano internazionale. Offre formazione di alto livello e un accesso diretto a uno dei mercati del lavoro più dinamici d’Italia.

Per mantenere questa posizione, però, dovrà affrontare il tema dell’abitare. Perché una città può essere ricca di università e imprese, ma rischia di perdere studenti se trovare una stanza diventa un’impresa.


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