Il database dedicato al calcolo del costo della vita pone la nostra città al quarantasettesimo posto globale. Tra i prezzi più alti quelli dei beni primari e dei divertimenti

 

Bella e impossibile. È il ritratto della città di Milano tracciato da Numbeo, il più grande database al mondo dedicato al calcolo del costo della vita nelle grandi città, secondo cui il capoluogo lombardo sarebbe il quarantasettesimo luogo più caro in cui vivere nel mondo, su 440 metropoli prese in esame.

Da un calcolo effettuato incrociando il prezzo di beni primari, beni secondari e tendenze di consumo, risulta infatti che la nostra città è un posto entusiasmante in cui vivere, ma che, al contempo, esige denaro ed energia per essere fruita fino in fondo.

Con un Pil che nell’ultimo quinquennio è cresciuto del 9,7%, praticamente il doppio dell’intera Italia, ferma al 4,6%, Milano produce da sola il 10% della ricchezza nazionale.

Pubblicità

D’altra parte, non fa sconti a nessuno, nemmeno nel quotidiano: è seconda in Europa per il costo di un litro di latte (1,22 euro) o di mezzo chilo di pane (1,96 euro).

Tutti, poi, conosciamo i prezzi folli degli appartamenti, che hanno fatto segnare un nuovo record: 8.264 euro al metro quadro la cifra necessaria per comprare un immobile in centro città.

Su un capitolo, invece, Milano ottiene il plauso per la convenienza in Europa. È quello relativo ai trasporti, da nessuna parte abbordabili come da noi: 39 euro l’importo di un abbonamento mensile ai mezzi pubblici e 1,12 euro al minuto la tariffa oraria di un taxi.

Già, ma per andare dove?

Se, infatti, apriamo la questione svaghi e divertimenti, la città torna ai suoi livelli irraggiungibili. Per un abbonamento mensile in palestra, occorrono almeno 65 euro, cifra senza uguali in tutta Europa, mentre per bere un cocktail in centro è necessario sborsare cifre che sono superate soltanto dai prezzi richiesti a Londra e a Parigi.

Condividi questo articolo!
WhatsApp Me!