Ecco le migliori gelaterie di Milano da provare ad agosto, tra gusti gourmet e grandi classici
Milano in agosto sembra un’altra città. Meno traffico, meno appuntamenti, qualche saracinesca abbassata e finalmente il tempo di attraversare un quartiere senza guardare continuamente l’orologio. Il caldo, però, resta. E trasforma il gelato da semplice pausa golosa in una buona ragione per uscire di casa.
La scena del gelato artigianale a Milano è diventata abbastanza ampia da rendere inutile una classifica assoluta. Ci sono i laboratori che lavorano sulla sottrazione degli zuccheri, quelli che portano nel cono erbe aromatiche e ortaggi, le insegne storiche rimaste fedeli a crema, nocciola e cassata. E poi granite, brioche siciliane, stecchi, sorbetti vegani, ricette senza lattosio.
L’accesso alle gelaterie è naturalmente gratuito, mentre coni, coppette, granite e degustazioni sono a pagamento. Ad agosto, prima di partire, è sempre meglio controllare eventuali chiusure stagionali e variazioni di orario.
In centro, tra gusti gastronomici e grandi classici
Chi resta dalle parti del Duomo può cominciare da Ciacco, in via Spadari. Qui il gelato prende spesso una strada gastronomica, senza diventare un esercizio di stile. Le ricette partono dalla materia prima e arrivano ad accostamenti che difficilmente si trovano altrove.
Tra le proposte citate negli anni ci sono pomodoro e vaniglia, albicocca con zenzero e gruè di cacao, fragola e kimchi, fieno, assenzio. Gusti che dividono, inevitabilmente. Ma è anche questo il punto: da Ciacco non si entra solo per scegliere tra crema e cioccolato.
Poco distante, in piazza Diaz, la pasticceria di Iginio Massari porta il gelato dentro un repertorio più ampio. Ci sono gli stecchi, come quello al fiordilatte e caramello salato, e creazioni stagionali che incrociano pasticceria e tradizioni regionali. Tra queste il maritozzo estivo con gelato alla Fuscella di Napoli, nato dal confronto con il gelatiere Raffaele Del Verme.
In corso Magenta vale una sosta anche Gelato Fatto Con Amore. Il nome è morbido, la proposta molto concreta. Creme, nocciole e pistacchi sono al centro del banco, con un lavoro evidente sulla consistenza. È uno di quegli indirizzi che non ha bisogno di inventare un gusto stravagante ogni settimana per farsi ricordare.
Sempre in zona centrale si può incrociare Gelato Giusto, conosciuta per l’attenzione agli ingredienti e per ricette bilanciate. Accanto ai sorbetti stagionali compaiono gusti come il fior di latte con miele e interpretazioni legate a Milano, compreso il panettone, anche fuori stagione.
Isola, Città Studi e Porta Venezia: il gelato diventa laboratorio
Artico è ormai una presenza diffusa in città, con sedi tra Isola, Duomo, Città Studi e zona Solari. Il gelato viene prodotto nei laboratori interni e la proposta cambia seguendo stagionalità e sperimentazione.
Il pistacchio resta uno dei punti di forza. Poi ci sono cheesecake, granite e gusti più freschi come Gelartico, preparato con yogurt greco, mango e maracuja. Artico è un indirizzo adatto a chi vuole provare qualcosa di nuovo, ma non ha nessuna intenzione di rinunciare ai fondamentali.
In zona Porta Venezia, Pavé Gelati e Granite porta nel cono lo stesso approccio già applicato a lievitati e pasticceria. Latte, panna, frutta selezionata e ricette che cambiano senza inseguire effetti speciali. Il sesamo nero è diventato uno dei gusti più riconoscibili.
Tra Moscova e Brera si incontra invece Cremeria Quindici, apprezzata per una selezione non eccessiva e una produzione giornaliera. Pochi gusti, curati. Tra quelli ricordati più spesso ci sono pistacchio e cioccolato fondente con peperoncino.
Navigli e zona Tortona, tra musica e desideri
Sui Navigli il nome più noto resta La Gelateria della Musica, legata alla figura del fondatore Pino Monterisi. Il rapporto con la frutta è sempre stato centrale: gelsi, fichi, lamponi, more. A questo si aggiunge un banco costruito come una playlist, con gusti dedicati a cantanti e canzoni.
Quello ispirato ai Måneskin unisce cioccolato bianco e pistacchio, cereali ricoperti di lampone e salsa al pistacchio. Non esattamente una scelta minimalista. In questo caso va bene così.
In zona Savona si trova Gusto 17, gelateria che ha trasformato il gusto personalizzato in un tratto distintivo. L’idea è semplice: partire da un ricordo, un ingrediente o un abbinamento apparentemente improbabile.
Il risultato può essere un sorbetto alla pera con polvere di barbabietola oppure un fiordilatte leggermente salato, con basilico di Prà lasciato in infusione. Più che una gelateria tradizionale, un piccolo archivio di desideri commestibili.
Nella stessa area merita attenzione Avgvsto, cresciuta puntando soprattutto sui classici. Pistacchio, gianduia, stracciatella. Poche acrobazie, molta cremosità. Una soluzione perfetta quando si vuole un cono fatto bene senza dover studiare il banco per dieci minuti.
Centrale, Porta Venezia e le insegne che fanno parte della città
Davanti alla Stazione Centrale, l’Antica Gelateria Sartori serve Milano dal 1937. Il chiosco di piazza Luigi di Savoia è uno di quei luoghi che sembrano appartenere al paesaggio urbano quanto i tram o i binari.
Qui si va per cannolo, cassata, nocciola e per la brioche con il gelato. Nessuna necessità di cambiare linguaggio per sembrare contemporanei. La contemporaneità, certe volte, è continuare a fare bene la stessa cosa.
Un’altra insegna storica è la Gelateria Paganelli, attiva dal 1930 tra via Adda e via Fara. Il banco arriva a una trentina di gusti, con la possibilità di aggiungere panna al latte e miele. C’è anche il biscotto gelato.
La curiosità è il sorbetto pensato per i cani, senza zucchero e senza lattosio. Una proposta insolita, da considerare come piccolo assaggio occasionale e sempre tenendo conto delle esigenze dell’animale.
In piazza Cinque Giornate resiste Umberto 1934, altro pezzo di storia milanese. Il laboratorio lavora dietro al punto vendita e il repertorio resta legato soprattutto alla tradizione: creme, frutta e gusti riconoscibili. È il posto giusto per chi non cerca il gelato da fotografare, ma quello da finire prima che si sciolga.
Pistacchio, cioccolato e indirizzi di quartiere
In via Castelvetro, zona Sempione, Il Massimo del Gelato continua a richiamare appassionati soprattutto per cioccolato e pistacchio. Le varianti sono numerose: dal pistacchio più delicato a quello tostato e intenso, passando per cioccolati aromatizzati con cannella, peperoncino o Grand Marnier.
Non lontano da corso Vercelli, Gnomo Gelato lavora invece con una selezione più contenuta. Il pistacchio di Bronte tostato e salato e il cioccolato fondente all’85% sono diventati due riferimenti. Niente semilavorati, niente banco infinito. Il gusto deve arrivare subito.
Più a ovest, nel quartiere Forze Armate, Il Gelato del Walter mantiene una forte identità di zona. Creme tradizionali, sorbetti alla frutta, lavorazione artigianale. È uno di quegli indirizzi che raccontano bene la Milano fuori dalle rotte del centro: meno passaggio casuale, più clienti abituali.
Sorbetti, granite e proposte senza lattosio
Chi cerca un gelato senza lattosio o senza glutine a Milano può tenere presente Crema Gelateria, presente con più punti vendita. La scelta è ampia e comprende ricette decisamente poco convenzionali: olio e rosmarino, yogurt con crumble al limone e mirtilli, pomodoro e basilico.
Anche Terra Gelato lavora molto sulla ricerca delle materie prime e sulle alternative vegetali. Tra le edizioni stagionali spicca nocciola, acqua e sale, preparata con nocciole piemontesi e completata da stracciatella di albicocche e zucchero caramellato. Un gusto vegano, ma non costruito come una rinuncia.
Per chi vuole cambiare completamente registro c’è Ammu, dove il gelato si affianca ai cannoli espressi e alle granite siciliane. Ricotta con cialda e frutta candita, crema di agrumi, gelsi neri, mandorla, pistacchio e caffè. La panna, naturalmente, è un’aggiunta quasi obbligatoria.






















