Metropolitana Milano, prolungare gli orari dopo le Olimpiadi? Censi e Sala d’accordo sul metodo: “Bisogna analizzare i numeri”
Dopo il prolungamento sperimentale della metropolitana di Milano fino alle 2 di notte durante le Olimpiadi invernali 2026, il dibattito sulla mobilità notturna in città è entrato nel vivo. L’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessora alla Mobilità Arianna Censi, e il sindaco Giuseppe Sala concordano su un punto: l’opportunità di estendere gli orari regolari del servizio dev’essere valutata con dati alla mano.
C’è interesse, c’è domanda, ma si guardano con attenzione costi, sostenibilità e manutenzione prima di trasformare in ordinaria una sperimentazione che per il momento ha funzionato.
Una sperimentazione che ha aperto la strada
Durante le Olimpiadi, tutte le linee della metropolitana di Milano hanno avuto orari prolungati fino alle 2 di notte, un’eccezione resasi necessaria per accompagnare spettatori, atleti e visitatori nei loro spostamenti. La risposta dei cittadini e i numeri preliminari raccolti da ATM sono stati positivi, ma la transizione verso un’apertura stabile richiede un passo in più.
Come ha spiegato Arianna Censi: “Il banco di prova delle Olimpiadi era un modo per capire se fosse utile, interessante e utilizzato. Mi sembra che i dati che stiamo analizzando dicono che sì, è una cosa utile, francamente lo potevamo intuire anche prima, però era giusto sperimentare”.
Per l’assessora, infatti, l’allungamento degli orari non è un semplice gesto di servizio in più: è una misura che può migliorare la sicurezza urbana e dare ai milanesi la possibilità di vivere la città anche la sera senza dipendere necessariamente dall’auto o dai taxi: “Offre la sensazione di poter vivere la serata con la sicurezza e la tranquillità di poter finire lo spettacolo teatrale, il cinema, la conferenza, l’incontro con gli amici, e poter tornare a casa con la metropolitana”.
Censi ha aggiunto che il prossimo passo è comprendere come tradurre l’esperienza olimpica in una proposta strutturata, partendo probabilmente dai fine settimana.
I dubbi di Sala sulla Metro notturna: prima i numeri, poi le scelte
Il sindaco Giuseppe Sala ha assunto una posizione cauta ma non contraria: qualsiasi decisione sull’estensione stabile dipenderà da una valutazione tecnica approfondita. Parlando a margine della celebrazione per gli 80 anni della Casa della Cultura, Sala ha voluto precisare che il prolungamento non è un automatismo.
“Già all’epoca della Moratti – ha osservato – si era fatto un tentativo, i numeri erano stati deludenti e allora si vide che il costo marginale per tenerle aperte più a lungo era altissimo… Non tiro conclusioni finché non vedo i numeri”.
E ancora: “Adesso stiamo vedendo cosa fare: ma è importante farlo bene perché altrimenti si rischia di buttare via un po’ di soldi”.
Sala ha sottolineato come non sia solo una questione di volontà politica, ma anche di organizzazione di ATM, che oggi deve bilanciare il servizio con le attività di manutenzione programmata notturna.
Costi, manutenzione e scenari futuri per la metropolitana di Milano
L’allungamento degli orari della metropolitana di Milano non è neutro: comporta costi operativi aggiuntivi, legati al personale, all’energia e alla gestione del servizio nelle ore serali avanzate. Senza contare che buona parte della manutenzione delle linee e delle stazioni viene tradizionalmente svolta durante la notte, quando il servizio è sospeso.
La misura potrebbe costare, secondo le prime stime del Comune presentate dall’assessora Censi, dai 6 ai 7 milioni di euro al mese.
Secondo quanto emerso in alcune analisi di contesto, prolungare la metropolitana solo nel weekend potrebbe rappresentare un equilibrio accettabile tra domanda reale e sostenibilità economica, almeno nella prima fase. È l’ipotesi più “soft” sul tavolo, da validare attraverso i dati raccolti proprio nelle settimane di orario esteso.






















