Metro Milano, partiti i lavori: in arrivo le tre nuove fermate della M1 fino a Baggio
La linea rossa della metro si allunga verso sud-ovest. Mercoledì 25 febbraio sono iniziati i lavori per il prolungamento della ATM M1 da Bisceglie a Baggio: 3,3 chilometri completamente interrati e tre nuove stazioni – Parri-Valsesia, Baggio e Olmi – che porteranno la metropolitana più antica di Milano a servire quartieri densamente abitati e diversi Comuni della cintura urbana.
Un intervento atteso da anni da chi vive tra Baggio, Valsesia, Olmi, Muggiano e Mengoni (Parco dei Fontanili), ma anche da chi ogni giorno entra in città da Cesano Boscone, Settimo Milanese e Cusago. E che promette di portare con sé anche una riqualificazione all’insegna del verde.
Cosa cambia per chi abita a sud-ovest
Il dato più concreto riguarda i tempi di percorrenza: da Olmi a Duomo si stima un viaggio di circa 21 minuti per 8,8 chilometri lineari, una distanza analoga a quella tra Duomo e Molino Dorino, oggi la fermata più lontana dal centro lungo la M1.
Nel raggio di 1.500 metri attorno alle tre future stazioni vivono circa 60mila persone. Il bacino potenziale è il secondo dell’area metropolitana dopo la Brianza. Per molti residenti significherà dire addio a lunghi tragitti in autobus o in auto verso Bisceglie, oggi capolinea.
Secondo le stime dell’assessorato alla Mobilità, le tre nuove fermate genereranno 7,5 milioni di passeggeri all’anno e 3,5 milioni di spostamenti aggiuntivi in metropolitana, con una riduzione delle percorrenze su gomma pari a 14,8 milioni di chilometri l’anno, l’85% dei quali riferiti alle auto private.
Le tre nuove fermate della metro rossa di MIlano
La stazione Parri-Valsesia avrà un’uscita a nord su via Valsesia e una a sud su via Parri, all’interno dell’area verde del Parco dei Fontanili, tra il centro commerciale e il quartiere di via Luigi Mengoni. Sarà a circa 650 metri dal centro di Cesano Boscone, diventando di fatto una fermata di riferimento anche per il Comune limitrofo.
La stazione Baggio sorgerà alle spalle dell’edificio di Poste Italiane, in una zona strategica per il quartiere storico.
La stazione Olmi servirà l’omonimo quartiere e si troverà a circa 900 metri dal centro di Muggiano, collegato con percorsi pedonali e ciclabili potenziati.
Le tre fermate saranno a una profondità media di 16 metri, con scavi che varieranno tra -12 e -24 metri nel punto più profondo (manufatto Valsesia).
Talpa al lavoro
Il prolungamento partirà dall’attuale asta di manovra di Bisceglie e sarà realizzato quasi interamente con tecnologia TBM, la cosiddetta “talpa”, per limitare l’impatto in superficie. La macchina verrà calata nel cantiere del manufatto Pertini, in via Cusago, nell’area esterna alla tangenziale ovest, e avanzerà verso est fino a raggiungere il manufatto Parri.
I lavori sono affidati a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Eteria Consorzio Stabile (con Vianini Lavori, Itinera e I.C.O.P.), Ghella e C.M.B. Società Cooperativa, per un importo complessivo di 362 milioni di euro finanziati da Stato e Comune di Milano. La direzione lavori è di MM S.p.A..
Quanto dureranno i lavori? Secondo le stime del Comune di Milano, circa cinque anni e mezzo, a cui seguiranno i collaudi. Se il cronoprogramma sarà rispettato, l’apertura potrebbe avvenire nei primi anni del prossimo decennio.
Meno traffico e più verde: l’impatto sul quartiere
Oltre ai benefici sulla mobilità, il progetto punta sulla riqualificazione superficiale delle aree interessate dai cantieri. Sono previsti interventi di depavimentazione, de-impermeabilizzazione dei suoli e nuove piantumazioni, per un totale di circa 108mila metri quadrati di prati.
Accanto alle tre stazioni nasceranno nuovi giardini: uno da 2.500 mq, uno da 8.700 mq e uno di oltre 1,5 ettari. In particolare, l’area Olmi avrà una forte vocazione sportiva, con campetti da basket, skate park, pista da corsa, palestra outdoor e parete per arrampicata grazie alla ristrutturazione del Centro Sportivo AICS Olmi.
Con il prolungamento, la M1 arriverà a 43 stazioni per circa 32 chilometri complessivi.






















