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I nuovi presidi medici, nati da una ricerca dell’Università Statale di Milano, offrono la massima protezione senza dover ricorrere allo strato melt-blown, quella parte di tessuto non tessuto filtrante di difficile reperibilità in Italia e causa delle difficoltà di approvvigionamento

 

L’Università Statale degli Studi di Milano ha pronto un rivoluzionario tipo di mascherina facciale che promette di proteggere tutti in maniera sicura e a basso costo dall’infezione da Coronavirus.

Quante volte, soprattutto durante la prima fase della pandemia, abbiamo ascoltato, attraverso gli organi di stampa, che le mascherine nelle farmacie erano esaurite e stentavano a ritornare disponibili? Oppure, quando ci rechiamo ad acquistare una FPP-2, a oggi il tipo di mascherina che fornisce le maggiori garanzie di incolumità, non troviamo un po’ esagerato il prezzo di 2,50 euro per esemplare?

Nell’uno e nell’altro caso, la motivazione è costituita dall’impiego, nella composizione del presidio, di uno strato di tessuto non tessuto denominato “Melt Blown”: ha trama densa, è responsabile delle funzioni filtrante e traspirante e proprio per questo, in condizioni di picco della domanda, diventa introvabile, o disponibile ma a caro prezzo.

Qui entra in gioco l’Ateneo milanese.

Infatti, Stefano Farris, docente presso il dipartimento di scienze per gli alimenti, la nutrizione e l’ambiente ha recentemente sperimentato un modello alternativo di mascherina che, in alternativa al suddetto materiale, utilizza il molto più comune tessuto non tessuto di tipo “Spunbond”, in grado tuttavia di offrire il medesimo livello di capacità filtrante.

I nuovi presidi medici sono già entrati in produzione, grazie alla collaborazione di Unimi con l’azienda specializzata General Converting Machine Srl, sono certificate secondo la normativa vigente UNI EN 14683 e 10993 e sono oggetto di una richiesta di brevetto.

Ha spiegato il professor Farris: “Affinché la produzione di mascherine a capacità filtrante potesse realizzarsi indipendentemente dalla disponibilità di TNT melt-blown abbiamo pensato ad una soluzione innovativa. Abbiamo sovrapposto al TNT spunbond coatings funzionali, ovvero sottili strati polimerici in grado di agire da barriera fisica e chimica alla penetrazione di agenti contaminanti, come ad esempio virus e batteri. Questa tecnologia ci ha quindi consentito di ottenere mascherine ad elevata capacità filtrante e traspirabilità senza dover ricorrere al TNT melt-blown”.


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