Mario Draghi è la scelta del capo dello Stato per affrontare la drammatica crisi di governo. La convocazione da parte di Mattarella, è avvenuta per oggi alle 12 al Quirinale, dopo aver richiamato tutte le forze politiche alla responsabilità per un governo di unità nazionale

 

Ieri sera il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a seguito del flop di Fico sull’esplorazione di una possibile maggioranza per un eventuale “Conte ter”, ha spiegato di trovarsi ad un bivio: procedere immediatamente alle elezioni anticipate oppure formare un nuovo governo, attraverso un commissario di alto profilo per affrontare la drammatica crisi in corso.

Le elezioni anticipate, secondo Mattarella, vista l’emergenza sanitaria ed economica in corso, non sarebbero la giusta soluzione, facendo riferimento allo scioglimento delle camere effettuato nel 2013 che ha richiesto 4 mesi per formare un governo e quello del 2018 di 5 mesi.

La preoccupazione del capo dello Stato si è focalizzata anche sul blocco dei licenziamenti, previsto per fine marzo. Una scadenza che richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi, molto difficili da assumere da parte di un Governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale.

Sempre sul fronte delle possibili elezioni anticipate, ha manifestato anche la preoccupazione sulle campagne elettorali che potrebbero causare assembramenti.

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Il presidente, dopo aver richiamato tutte le forze politiche alla responsabilità, conclude chiedendo di sostenere un governo di unità nazionale, scegliendo e convocato al Quirinale Mario Draghi alle 12 di oggi.

 

Chi è Mario Draghi?

Mario Draghi è approdato all’Eurotower nel 2011, dopo una lunga carriera tra i diversi incarichi ricoperti, tra cui quello di Governatore della Banca d’Italia.

Draghi è indubbiamente un nome prestigioso in Europa, nominato persino uomo dell’anno nel 2012 dal Financial Times, considerato come una delle personalità più influenti al mondo.

Tale riconoscimento gli è stato dovuto grazie alla sua abilità nel gestire il debito pubblico di nove anni fa, evitando che la crisi finanziaria di quegli anni finisse per travolgere le grandi economie dell’Eurozona.

Crisi gestita seguendo la famosa espressione “Whatever it takes”, avente il significato di “costi quel che costi”, e attraverso tutte le risorse messe a disposizione dalla Banca Centrale Europea di cui è stato presidente per ben otto anni.