Mais per l’Italia, sbloccati in Ucraina quasi 200 milioni di kg

da | 8 Giu 2022 | Ristorazione

L’accordo su un corridoio per il passaggio delle navi cariche di cereali da Odessa sblocca anche quasi duecento milioni di chili di mais per l’alimentazione animale destinati all’Italia che sono ferme nei magazzini ucraini.

 

E’ quanto stima la Coldiretti nel commentare positivamente l’intesa di massima raggiunta tra Russia e Ucraina con la mediazione della Turchia, anche se a preoccupare è la notizia della distruzione del terminal ucraino per i cereali a Mykolaiv che riduce la possibilità di stoccaggio dei nuovi raccolti.

 

L’Ucraina era il secondo fornitore di mais

L’Ucraina prima della guerra era il secondo fornitore di mais dell’Italia con una quota di poco superiore al 13%, ma garantiva anche il 3% dell’import nazionale di grano, secondo lo studio Divulga.

Il fermo delle spedizioni ha provocato aumento dei costi di produzione con quasi un allevamento da latte su dieci (8%) che in Italia è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, anche per effetto dell’aumento medio del 56% dei costi correnti di produzione che non vengono coperti dai ricavi, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Crea.

 

Corridoi per le navi cariche di grano

L’apertura di un corridoio per far uscire le navi cariche di grano da Odessa è inoltre importante – continua la Coldiretti – per salvare dalla carestia quei 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione e risentono quindi in maniera devastante dall’aumento dei prezzi dei cereali causato dalla guerra.

Con il via libera alla partenza delle navi cargo si libera – sottolinea la Coldiretti – lo spazio nei magazzini per accogliere i nuovi raccolti di grano in arrivo tra poche settimane per un quantitativo di stimato di 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40% in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti per questa stagione, che collocano comunque l’Ucraina al sesto posto tra gli esportatori mondiali di grano.

Autore: Redazione