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A fronte delle conseguenze del Coronavirus e delle difficoltà a installare i registratori telematici di cassa, lo Stato rimanda a gennaio il concorso a premi che dovrebbe accompagnare l’entrata in vigore dello scontrino elettronico

 

C’è una voce molto importante tra quelle previste dal decreto Rilancio che, nell’interesse del nostro pubblico di lettori, merita di essere approfondita.

È quella che riguarda il rinvio, all’1 gennaio 2021, della “lotteria degli scontrini”: la misura, programmata dal Governo nell’ambito dei provvedimenti economici dello scorso autunno, dovrebbe essere in grado di organizzare un grandioso concorso a premi, finanziato con una parte di quei proventi che lo Stato, a sua volta, riuscirebbe a riscuotere, in termini di tasse, grazie alla contestuale entrata a regime dello scontrino elettronico.

Insomma, a fronte dell’obbligo, comminato agli esercenti e finalmente garantito, al pagamento di tutte le tasse dovute, l’Agenzia delle Entrate aveva pensato a uno strumento virtuoso, che potesse premiare chi si adegua alle regole con la redistribuzione di parte del denaro ottenuto. Non soltanto all’indirizzo dei negozianti, ma anche dei clienti che accettano la modalità di pagamento tracciabile.

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Poi, però, è arrivata la pandemia di Coronavirus, e tutto è cambiato. O meglio, è slittato.

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Se l’installazione dei registratori telematici, requisito essenziale per la messa a regime dello scontrino elettronico, risulta infatti difficoltosa nell’attuale contesto, in cui la ripartenza di tutti i servizi di impresa non è ancora assicurata e, purtroppo, qualcuna di queste imprese ha anche chiuso, lo Stato si accontenta di aspettare ancora per sei mesi: l’obbligo di attivare il flusso automatico dei dati di compravendita giornaliera al Fisco, e con esso la lotteria degli scontrini e il correlato apparato di sanzioni in caso di inadempienza, è così prorogato dall’1 luglio 2020 all’1 gennaio 2021.

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