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Licenziamenti, costo del lavoro e Cassa Integrazione Covid-19: L’intervista di Tiziana Biasion, consulente del lavoro nello Studio Rossi di Milano

 

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sentiamo continuamente parlare di licenziamenti, costo del lavoro, Cassa Integrazione e termini similari. Tutti argomenti molto complessi da gestire burocraticamente ed operativamente, soprattutto per i Consulenti del Lavoro, da sempre in prima linea, impegnati costantemente a supportare le aziende nella gestione dei propri dipendenti e soprattutto nell’affiancamento delle stesse per comprendere al meglio i diversi decreti varati continuamente.

Abbiamo parlato di tutto questo con Tiziana Biasion, Consulente del Lavoro nello Studio Rossi di Milano, la quale ci ha rilasciato gentilmente un’intervista.

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Tasse, è veramente diventato insostenibile il costo del lavoro?

“Purtroppo sì, in Italia il costo del lavoro è ancora troppo elevato. Mancano interventi sostanziali da parte del Governo per alleggerire in modo significativo le aziende da tali costi.

Servirebbero provvedimenti più incisivi, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, come il riconoscimento di sgravi contributivi per le nuove assunzioni, non solo riconoscimenti di bonus.

Nella situazione in cui ci troviamo attualmente, ma anche prima della pandemia, le aziende sono spesso scoraggiate ad assumere personale dipendente perché penalizzate dal costo elevato che dovrà sostenere.”

 

Come vedi il futuro del lavoro subordinato in questo periodo di emergenza dovuto al Coronavirus?

“Le aziende hanno subito un duro colpo con l’emergenza sanitaria che ci ha investito e molti datori di lavoro hanno dovuto arginare la situazione facendo ricorso alla cassa integrazione, quale unico mezzo messo a disposizione dal Governo nell’immediato.

Ma questa non è la soluzione!

L’aiuto alle aziende, per potersi riprendere e risalire agevolmente dalla crisi, secondo il mio parere doveva essere differente, come ad esempio attraverso degli aiuti economici e finanziari più concreti e diretti. Il ricorso alla cassa integrazione poteva essere utile nell’immediato, nel periodo di lockdown, ma non nelle fasi successive del decorso della pandemia.

Non sarà semplice la risalita al termine di questo terribile periodo e le forze di governo devono assolutamente supportare le imprese in tutti i modi possibili, iniziando principalmente abbassando il costo del lavoro.”

Tutti i decreti emanati dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono chiari e di facile interpretazione?

“La miriade di decreti emanati in questo periodo sono stati e continuano ad essere troppi, complicati e non direttamente applicabili. La difficoltà maggiore, per noi consulenti del lavoro, è ancora quella dell’interpretazione ed attuazione delle norme e disposizioni contenute in questi decreti, perché a questi dovevano necessariamente seguire le disposizioni attuative ed operative da parte degli enti competenti, quali INPS, Agenzia dell’Entrate e Ministero del Lavoro.

Senza considerare che, dall’entrata in vigore dei decreti alla loro conversione in legge, i contenuti sono spesso soggetti a modifiche a seguito di emendamenti successivi al loro rilascio.”

Una domanda ormai quotidiana, tutti i dipendenti hanno ottenuto la Cassa Integrazione Covid-19?

“Purtroppo no. Ad oggi ci sono ancora lavoratori dipendenti che stanno attendendo l’erogazione dell’indennità di cassa integrazione dei mesi precedenti. La situazione è decisamente vergognosa! Notevoli ritardi si sono verificati a seconda anche della tipologia dell’ammortizzatore sociale e delle modalità di pagamento dell’indennità di cassa integrazione.

Senza poi contare che i funzionari pubblici dell’INPS, lavorando in modalità Smart Working ormai da diversi mesi, hanno rallentato notevolmente l’elaborazione delle singole domande di cassa integrazione inviate telematicamente e l’emissione della relativa autorizzazione, provocando così ulteriori ritardi.

Da considerare, oltretutto, l’inevitabile afflusso esagerato di domande inviate alle Regioni, all’INPS e ai fondi di solidarietà, come ad esempio FSBA per il comparto artigiano, che ha comportato un intasamento dell’intero sistema in tutti questi mesi, mai verificatosi prima d’ora.”

 

Tema licenziamenti, cosa prevedi alla scadenza del blocco dei licenziamenti?

“Secondo il mio parere, in base allo scenario presentato nei mesi scorsi e tutt’ora presente, il blocco dei licenziamenti, nel primo periodo di emergenza generale, poteva essere una soluzione corretta per garantire il mantenimento del posto di lavoro dei dipendenti e per non ingenerare allarmismo su un’eventuale perdita del posto di lavoro.

Successivamente, tale blocco, poteva essere gestito in maniera differente per consentire alle aziende di riorganizzarsi in base all’andamento del mercato, a seguito della timida ripresa registrata dopo il lockdown, soprattutto in determinati settori. Purtroppo, anche cercando di essere ottimisti, le aziende che hanno risentito più duramente della crisi, a seguito della pandemia, saranno destinate ad effettuare dei licenziamenti del proprio personale, se non addirittura, in alcuni casi, a chiudere definitivamente la propria attività, come ad esempio le piccole realtà aziendale.”

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Ci sono novità dall’ordine dai Consulenti del lavoro?

“I consulenti del lavoro, come tecnici in materia di applicazione delle norme in campo giuslavoristico, si sono sempre trovati in prima linea per mantenere un contatto diretto con il Governo, purtroppo senza mai essere ascoltati se non in qualche occasione.

L’Ordine ha richiesto più volte l’istituzione di un unico ammortizzatore sociale per accelerare i tempi di elaborazione ed invio delle domande telematiche e garantire in tempi brevi l’erogazione delle indennità di cassa integrazione a tutti i dipendenti ma, ad oggi, nulla di tutto questo è stato ancora realizzato.

Mai come in questo periodo il nostro ruolo è fondamentale per il necessario sostegno alle aziende, e non essere presi in considerazione dalle autorità competenti, complica ancora di più il nostro lavoro, di conseguenza la relativa gestione delle imprese verso i loro dipendenti.”

 

Tiziana Biasion
Consulente del Lavoro
STUDIO ROSSI RAG. MARIA ELENA
Via Domenico Millelire 18, 20147 Milano
Tel. +39.02.48712450
Email: info@studiorossihr.it
Web: www.studiorossihr.com
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