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Lavoratori socialmente utili: un emendamento proposto nella nuova legge di Bilancio sancirebbe, per quest’anno, il passaggio a tempo indeterminato e senza richiesta del titolo di laurea di tutta la forza lavoro già impiegata con contratti precari

 

Lo Stato assume. Fino a marzo, a tempo indeterminato e senza necessità del titolo di laurea.

È questa la sintesi che si ricava dalla lettura del testo della legge di Bilancio, in attesa di approvazione da parte del Senato, alla voce “lavori socialmente utili”.

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Con deroga speciale per l’anno 2021, secondo una procedura perciò eccezionale rispetto alla normativa in vigore, il Parlamento sembrerebbe intenzionato ad assumere a titolo definitivo tutti quei lavoratori che percepiscono dallo Stato una qualsiasi forma di supporto al reddito, in quanto privi di occupazione stabile, e sono dallo stesso impiegati, conseguentemente, in mansioni di pubblica utilità.

Si tratterebbe, nello specifico, della forza lavoro inquadrata nell’ambito di contratti di assunzione a tempo determinato.

Così recita il comma di nostro interesse: “Nell’anno 2021, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, commi 446 e 447, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le amministrazioni pubbliche utilizzatrici dei lavoratori socialmente utili mediante contratti di lavoro a tempo determinato o contratti di collaborazione coordinata e continuativa nonché mediante altre tipologie contrattuali, possono assumere a tempo indeterminato i suddetti lavoratori da inquadrare nei profili professionali delle aree o categorie per i quali non è richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo che abbiano la professionalità richiesta, in relazione all’esperienza effettivamente maturata, e i requisiti previsti per l’accesso al pubblico impiego”.

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Oltre al requisito della preesistenza di un rapporto di lavoro nel settore pubblico, un altro criterio di facilitazione all’accesso a un’occupazione stabile sarebbe il titolo di studio, che esclude la preparazione universitaria. D’altra parte, dovrebbe “fare punteggio” una certa anzianità di servizio nel settore.

Ma quali sono i profili e i requisiti principali richiesti?

Leggi tutto l’articolo dello Studio Rossi.

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