Una leggenda popolare spiega il motivo dell’improvviso cambio di direzione, nel 1860, del Cristo Redentore sulla colonna in largo Augusto: fu dispiacere per la morte di una giovane e del suo misterioso amante…
A Milano, in Largo Augusto, si erge una colonna, e sopra alla colonna si eleva la statua del Cristo Redentore.
Il pilastro si trova al centro della piazza dal 1586, quando fu eretto per volontà del cardinale cittadino Carlo Borromeo che, con quest’atto, intese rendere omaggio per la scomparsa da Milano di una terribile epidemia di peste, mentre la statua è arrivata un centinaio di anni dopo, nel 1673, con un auspicio analogo: Gesù doveva guardare in basso, verso il Verziere, e rivolgere un po’ della sua misericordia a quel luogo, all’epoca centro di traffici, mercati, streghe e malviventi vari.
Passata indenne alle cannonate delle Cinque Giornate, di cui la base commemora i caduti con delle speciali targhe in bronzo affisse, la colonna, un po’ pericolante, venne smontata nel 1860 per motivi di sicurezza.
Restaurata e rimessa al proprio posto in tempi record, un bel mattino provocò lo sbalordimento dei passanti in strada: il Cristo guardava dalla parte opposta, verso via Durini, dove, in effetti, ancora oggi rivolge il suo sguardo.
E siccome con la religione non si scherza, il popolo cominciò a fantasticare sui motivi della misteriosa inversione. Fu così che nacque la leggenda di Barbarinetta.
La giovane, la più bella di tutto il rione del Verziere, già promessa in sposa a una stimata guardia cittadina, una sera, rientrando a casa, fu rapita da un gruppo di delinquenti, che la condussero prigioniera in un cascinale fuori città. Qui, però, uno dei rapitori se ne innamorò e ne ebbe pietà, liberandola e ottenendone in cambio amore eterno.
I due si diedero insieme alla macchia, ma la loro avventura non durò molto. Presto, infatti, il giovane bandito fu catturato dagli uomini del fidanzato tradito, e Barbarinetta costretta da quest’ultimo a tornare a casa.
Qualche giorno dopo, la condanna a morte del rapitore, proprio al patibolo del Verziere.
Furono in due a non sopportare la crudeltà di una condanna dettata più dal rancore personale che non dalla legge: Barbarinetta, che alla vista della forca cadde morta dal suo balcone, e il Cristo Redentore, che colpito da siffatta malvagità si volse a guardare la fine di un così triste amore.






















