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L’ultimo rapporto stilato dall’Istituto Superiore di Sanità spiega che in Italia abbiamo l’abitudine di assumere farmaci senza la prescrizione medica. Anche per piccoli malesseri. Così, aumenta la resistenza delle malattie alle terapie farmacologiche

 

Italiani popolo di ipocondriaci.

Lo sostiene Influnet, il rapporto periodico stilato dai responsabili del Sistema di sorveglianza integrata dell’influenza gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui non siamo capaci di resistere ai minimi sintomi della febbre senza evitare di assumere immediatamente farmaci. Anche pesanti e dannosi per la stessa salute.

Nel dettaglio, nell’ultimo scorcio del 2019 sono stati un milione e 400 mila gli italiani colpiti dall’influenza stagionale: il peggio deve ancora venire, se è vero che il morbo segue una curva ascendente il cui picco dovrebbe essere raggiunto verso la fine di questo mese di gennaio.

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Ebbene, di fronte al contagio sembra che non sappiamo fare altro che affidarci a una selezione improvvisata e, spesso, scriteriata di medicinali; antibiotici soprattutto.

Nonostante le raccomandazioni il fenomeno dell’autoprescrizione non si è sgonfiato. Troppi italiani ricorrono in modo autonomo agli antibiotici rimasti nel cassetto dopo le infezioni passate. Oppure, pressano i farmacisti per ottenere i farmaci senza la necessaria prescrizione medica scritta” ha dichiarato Matteo Bassetti, presidente di Sita, la società italiana di terapie antinfettive.

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Il danno, nell’assunzione sregolata delle medicine, è per le nostre stesse difese immunitarie: riempire l’organismo di antibiotici non fa altro che favorire lo sviluppo di batteri via via più resistenti agli interventi esterni. Non a caso, l’Italia è terzultima in Europa per quanto riguarda la mancata risposta alle terapie contro i microbi.

Cosa fare, dunque, se l’influenza ci blocca a letto?

Semplicemente, nulla: mangiare poco e leggero, rimanere a letto durante il picco della febbre, restare in convalescenza fino al pieno recupero delle forze.

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