L’influenza a Milano entra nella fase più delicata. I contagi aumentano, le sale d’attesa si riempiono e la pressione sugli ospedali torna a salire proprio nei giorni delle feste. Un copione già visto, ma che quest’anno la Regione Lombardia prova a gestire in anticipo, puntando su una rete di hub infettivologici pensati per intercettare i casi non urgenti ed evitare l’assalto ai pronto soccorso.
I numeri raccontano una situazione in evoluzione. Sabato scorso sono stati visitati oltre 500 pazienti negli ambulatori dedicati, altri 464 a Santo Stefano. Nel frattempo crescono le chiamate al numero unico sanitario 116117, diventato uno snodo centrale nella gestione dell’emergenza influenzale.
L’ondata stagionale e il picco atteso dopo l’Epifania
Secondo le stime dei servizi sanitari, il momento più critico deve ancora arrivare. Il picco dell’influenza a Milano è atteso intorno al 6 gennaio, subito dopo la fine delle festività natalizie. Un periodo in cui alla normale circolazione dei virus stagionali si sommano rientri, spostamenti e la chiusura temporanea degli studi dei medici di famiglia.
È anche per questo che la Regione ha deciso di riproporre e rafforzare una soluzione già testata nel 2024, ampliandola e rendendola strutturata. L’obiettivo è chiaro: ridurre gli accessi impropri in pronto soccorso e garantire una risposta sanitaria più ordinata, soprattutto per i pazienti fragili.
Ambulatori dedicati, ma niente accesso libero
Gli hub infettivologici non sono aperti a ingresso diretto. Per arrivarci serve un passaggio obbligato: la chiamata al 116117, il numero per i problemi sanitari non urgenti gestito da Areu. La telefonata viene inizialmente filtrata da un operatore e poi valutata da un medico, che decide come procedere.
In molti casi il problema si risolve a distanza, con una televisita o una prescrizione dematerializzata. Quando invece serve una valutazione in presenza, il medico fissa un appuntamento in uno degli hub. Si entra quindi su prenotazione, senza code né affollamenti, una scelta pensata anche per limitare i contagi nelle sale d’attesa ospedaliere.
Le attese telefoniche non mancano. Le chiamate sono tante e il sistema è sotto stress, ma la risposta, assicurano dalla centrale, arriva comunque.
Le sedi attive a Milano e l’organizzazione del servizio
In città sono quattro le sedi operative: Villa Marelli, le Case di comunità di Bande Nere e Don Orione e il poliambulatorio di via Don Bosco. Strutture che fanno capo a ospedali diversi — Fatebenefratelli-Sacco, Niguarda, Santi Paolo e Carlo — ma coordinate da un unico Dipartimento di Cure primarie.
Il servizio è garantito soprattutto dai medici di famiglia, quasi 300 quelli che hanno dato la disponibilità a coprire turni serali, notturni e festivi, spesso al di fuori dell’orario ordinario di ambulatorio. Nelle altre province lombarde collaborano anche i medici della continuità assistenziale.
La scelta delle sedi non è casuale: distribuzione geografica, vicinanza alle fermate della metropolitana e flussi di pazienti registrati lo scorso anno sono stati i criteri principali. Il target fissato dalla Regione è di quattro accessi all’ora per ambulatorio, un obiettivo che in questi giorni viene progressivamente raggiunto.
Diagnosi rapide e attenzione ai pazienti più fragili
Negli hub è possibile effettuare tamponi per distinguere tra influenza stagionale, Covid, virus respiratorio sinciziale o altre infezioni. In caso di necessità, i medici possono anche ricorrere a ecografie polmonari rapide, utili per escludere complicanze.
La maggior parte delle persone che si rivolge agli ambulatori per l’influenza a Milano appartiene alle fasce più vulnerabili: anziani, pazienti fragili, cittadini che non riescono a contattare il proprio medico di base. In alcune sedi, come Bande Nere, gli accessi sono cresciuti in modo costante: dai primi 10-15 pazienti dei weekend iniziali si è arrivati a circa 40 al giorno.
Orari estesi e settimane decisive
Gli hub milanesi sono aperti tutti i giorni dalle 20 a mezzanotte. Nei weekend e nei festivi l’orario si amplia, con aperture anche al mattino e nel pomeriggio. Il numero 116117 resta attivo dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8 e 24 ore su 24 nei giorni festivi e prefestivi.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il sistema reggerà l’urto del picco influenzale. La campagna vaccinale, partita in anticipo rispetto agli anni passati, ha avuto una buona adesione, anche se l’obiettivo di coprire il 75% degli anziani resta difficile da raggiungere.
Intanto, mentre l’influenza a Milano continua a diffondersi, la rete degli hub infettivologici diventa uno degli strumenti principali per evitare che l’emergenza stagionale si trasformi in una nuova corsa ai pronto soccorso. Se vuoi, nel prossimo messaggio posso anche abbassare ulteriormente il “grado editoriale” per adattarlo perfettamente a MilanoBIZ o a una testata locale.
























