Caldo umido d’estate, aria spesso ferma e sempre più episodi di meteo estremo: il clima di sicuro non premia Milano nella nuova classifica pubblicata da Il Sole 24 Ore. Nell’Indice del clima – una delle anticipazioni dell’indagine annuale sulla qualità della vita – il capoluogo lombardo si colloca al 71° posto su 107 città, quindi nella seconda metà della graduatoria che analizza le condizioni meteorologiche registrate tra il 2015 e il 2025.
La fotografia delle grandi città italiane mostra una divisione piuttosto netta. Accanto a Milano, nella parte bassa della classifica si trovano anche Bologna (72ª), Firenze (78ª) e Torino (90ª). In generale, molte città della Pianura Padana risultano penalizzate rispetto ai centri costieri o situati in zone più ventilate.
Le città con il clima migliore
Qual è la città in cui si vive meglio, almeno dal punto di vista del clima? A guidare la classifica è ancora una volta Bari, che conquista il primo posto per il terzo anno consecutivo. Alle sue spalle si piazzano diverse città affacciate sull’Adriatico, come Barletta-Andria-Trani e Pescara, seguite da Ancona e Chieti.
Nella top ten, poi, troviamo altri centri costieri come Livorno, Trieste e Imperia. Oppure, città collinari come Pesaro e Urbino o montuose come Enna, dove altitudine e ventilazione contribuiscono a mitigare caldo e umidità.
Perché Milano resta indietro
Il problema, spiegato in breve, risiede in alcune caratteristiche tipiche della Pianura Padana. Il capoluogo lombardo, come altri centri dell’area, è spesso penalizzato da umidità elevata, scarsa ventilazione e frequenti fenomeni di stagnazione dell’aria, fattori che incidono sulla percezione delle temperature.
Negli ultimi anni, inoltre, anche Milano ha registrato diversi episodi meteorologici estremi. Nel 2025, ad esempio, nella zona nord della città in sole 24 ore sono caduti fino a 220 millimetri di pioggia, mentre durante l’estate si sono moltiplicate le cosiddette “notti tropicali”, con temperature sopra i 20 gradi anche nelle ore notturne per 27 giorni consecutivi nel mese di giugno.
Le città con il clima più difficile
In fondo alla classifica si trova Carbonia, nel Sud Sardegna, seguita da Terni, Belluno e Caserta.
Belluno, in particolare, registra il minor numero medio di ore di sole giornaliere e il maggior numero di giorni freddi all’anno, mentre Carbonia è la città più penalizzata dalle ondate di calore e dai picchi di caldo estremo.
Temperature in aumento: a Milano +2,6 gradi rispetto al 2010
Negli ultimi quindici anni il clima italiano è cambiato in modo evidente, con temperature medie in costante aumento e fenomeni meteorologici sempre più intensi. L’incremento è stato particolarmente marcato nelle città del Nord, dove il termometro è salito in media di 2,3 gradi rispetto al 2010.
A Milano dal 2010 al 2025 la temperatura media è cresciuta di circa 2,66 gradi. Nello stesso periodo l’aumento medio è stato di 2,84 gradi a Bologna, 2,81 gradi a Roma e 2,15 gradi a Firenze.
Come funziona l’indice del clima
L’Indice del clima analizza 15 indicatori meteorologici che incidono sulla vita quotidiana: tra questi temperatura percepita, ore di sole, umidità, ventosità, notti tropicali, ondate di calore e circolazione dell’aria.
L’elaborazione si basa sui dati raccolti da oltre 2mila centraline meteorologiche in tutta Italia e forniti da 3Bmeteo, con rilevazioni su base esaoraria dal 2008 al 2025. L’obiettivo è individuare i territori dove le condizioni climatiche contribuiscono maggiormente al benessere di chi vive e lavora nelle città italiane.






















