Green Pass, verso il modello francese per bar, ristoranti ed eventi

14 Lug 2021 | Coronavirus

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Green Pass, obbligo in numerosi eventi e per spostarsi? Il modello francese lo prevede per entrare nei ristoranti e nei bar ma anche nei cinema, sui treni, sugli aerei e in molti altri eventi.

 

Sembra che il governo italiano voglia seguire le orme della Francia in merito al Green Pass. Cosa significherebbe, questo, nella vita quotidiana?

Il modello francese prevede il certificato verde per entrare nei ristoranti e nei bar ma anche nei cinema, sui treni, sugli aerei e in molti altri eventi. In Francia, molte persone si sono affrettate a vaccinarsi per poter avere il Green Pass e l’Italia sta valutando l’ipotesi di adottare un procedimento simile per incoraggiare le persone a sottoporsi alla vaccinazione.

 

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Si aspira a un aumento delle persone che vogliono vaccinarsi

Un milione di francesi ha prenotato il vaccino anti-Covid, in qualche ora, dopo l’annuncio di Macron.

E’ facile capire come mai l’Italia stia vagliando la stessa soluzione, o una molto simile. L’obbligo di mostrare il certificato sia per spostarsi (ovvero per usare aerei e treni) sia per accedere a praticamente tutti gli eventi, crea però divisioni nella politica.

Le Regioni sono, a loro volta, divise; alcune propendono per emulare il modello francese, tenendo conto che sarà possibile ottenere il Green Pass non soltanto con la vaccinazione o la guarigione da Covid-19, ma anche semplicemente sottoponendosi a tampone. Il sottosegretario alla salute, Sileri, vede il green pass come uno strumento per evitare le chiusure.

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Egli porta inoltre l’esempio delle discoteche; se, per accedervi, ci fosse l’obbligo di Green Pass i giovani fra i 18 e i 40 anni prenderebbero d’assalto gli hub vaccinali.

 

Non solo Green Pass

Il governo sta vagliando altre misure per scongiurare la diffusione del Covid-19, oltre al Green Pass. Lo stato di emergenza, che sarebbe dovuto scadere il 31 luglio, con ogni probabilità sarà prolungato almeno fino al 31 ottobre.

Chi rientra dall’estero, specialmente se di ritorno da Paesi particolarmente colpiti dalla variante Delta, come Spagna e Portogallo, potrebbe dover rispettare una quarantena di cinque giorni, ma la decisione in merito non è ancora stata presa.

Si prevede che venga presa nei prossimi giorni. Intanto, mentre vediamo la divisione nella politica, le Regioni chiedono al governo una linea univoca, il cui obiettivo dev’essere rendere la vita più facile a chi è stato sottoposto alle due dosi di vaccino.

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