Nascono i gioielli eco-sostenibili, in vetro di Murano, ispirati ai giardini nascosti di Venezia. L’azienda SM 3000 presenta il nuovo brand MurrinaMurano Venezia e la collezione “Venetian Gardens”.

 

Gioielli eco-sostenibili in vetro di Murano, dedicati a dieci giardini preziosi e nascosti di Venezia. Tesori d’arte e natura celati tra le calli, dietro antichi portoni, che hanno guidato la mano dei maestri vetrai per un omaggio alla bellezza, la tradizione e l’eccellenza di Venezia.

È la nuova collezione di gioielli “Venetian Gardens” creati con il brand MurrinaMurano Venezia dall’azienda SM 3000, fondata nel 2008 (sede a Marcon-Venezia), leader internazionale nella produzione e vendita di oggetti in vetro di Murano. Lavorare secondo la tradizione dei mastri vetrai, modellando i materiali nel rispetto dell’ambiente, è il fiore all’occhiello di MurrinaMurano. La mission? Una lavorazione artigianale e una produzione che raggiunge tutto il mondo, per fare conoscere la tradizione millenaria della lavorazione del vetro di Murano.

Presentazione della nuova collezione di gioielli “Venetian Gardens”
Hotel Principe di Venezia
lunedì 21 settembre dalle 10 alle 18,30

Giorgio Scarpa Schoos, CEO di SM 3000, sottolinea: “La nostra filosofia è promuovere la tradizione del vetro, rimanendo sempre fedeli al principio di non sacrificare mai la qualità per l’effimero. La passione per la tradizione muranese del vetro e per Venezia ha influenzato la nostra visione nella creazione della nuova linea di gioielli in vetro di Murano. C’è un connubio sottile fra anima e corpo, pensiero e raziocinio, creatività e realizzazione. Prioritario è lavorare secondo la tradizione dei mastri vetrai, modellando i materiali nel rispetto dell’ambiente che ci circonda e della sostenibilità. Il vetro incarna la magia di un elemento naturale, sostenibile e riciclabile al 100%. L’eco-sostenibilità è obiettivo fondamentale del nostro gruppo, che si impegna a realizzare i prodotti con devozione e amore per la natura”.

Fabiana De Angelis, direttrice commerciale, mette in evidenza: “MurrinaMurano ha un progetto di brand le cui collezioni nascono per soddisfare richieste e tendenze del mondo della moda, mantenendo il patrimonio culturale e la tradizione artistica che rendono Venezia unica. Stile minimale e raffinata semplicità̀ nei nuovi gioielli della collezione.  La nostra forza nasce dai punti deboli del mercato del gioiello di Murano: non ci sono ancora nuove generazioni del vetro di Murano con uno spazio importante nel mondo del fashion jewellery. Il nostro obiettivo è colmare questa mancanza”.

I dieci giardini da cui i maestri vetrai hanno tratto ispirazione e da cui prendono il nome le collezioni di gioielli, sono:

  • Borges, dal labirinto di Borges, in onore dell’omonimo scrittore argentino (e del racconto dal titolo “Il giardino dei sentieri che si biforcano”). Uno spazio verde con 300 piante di Bosso e un labirinto ricco di oggetti e sculture simboliche, come specchi, clessidre e punti interrogativi. Le spirali e le armoniose forme tondeggianti del labirinto ispirano le perle e i giochi di colori di questa collezione.
  • Peggy con il giardino di palazzo Venier Leoni che rispecchia la creatività e l’amore per l’estetica di Peggy Guggenheim. La collezione richiama architettura e design in stile futuristico. Anche i colori vivaci della collezione fanno riferimento a uno degli artisti più amati da Peggy Guggenheim: Jackson Pollock.
  • Thetis, dal nome del giardino dove i più importanti artisti contemporanei presentano, tra il verde, le loro opere e sculture all’arsenale di Venezia. I vetrai si sono ispirati alla creazione di Michelangelo Pistoletto “Third Paradise”, forme tra classico e moderno.
  • Soranzo, il giardino che è il cortile d’ingresso del palazzo Soranzo Cappello. Scandito da nicchie con sculture dei primi undici imperatori romani e Giulio Cesare.
  • Malipiero, il fascino del giardino del palazzo Malipiero Barnabò con la fontana e il ninfeo d’Ercole. In questa collezione prevale l’elemento acqua, le gocce di vetro richiamano le trasparenze e i colori del Canal Grande.
    “Con bella riva… con lusso di vegetazione…”, così il conte di Chambord descriveva il giardino ottocentesco Franchetti. E le perle di vetro della collezione sono trasparenti come l’acqua e intense come la terra.
  • Vendramin, il giardino dell’ala bianca del palazzo Vendramin-Calergi sede del famoso casinò di Venezia, si affaccia maestoso sul Canal Grande: la collezione richiama le rotondità, i colori e le luci di un palazzo e di un giardino che ogni sera si trasformano.
  • Margherita: a Castello Serra Margherita è stata costruita ne 1984 per realizzare un “Tiepidarium in vetro e ferri”. La serra, ristrutturata e tornata da poco all’antico splendore, ospita specie botaniche da tutto il mondo. I colori delle piante decorative e l’armonia delle forme hanno ispirato l’omonima collezione, raffinata, elegante e regale.
  • Karmel, il giardino mistico dei Carmelitani Scalzi di Venezia. Passeggiando per i sette sentieri del giardino, i maestri vetrai hanno tratto spunto per i colori di questa collezione, come i fiori del giardino colorano e illuminano l’anima.
  • Grimani, il giardino di Palazzo Grimani ai Servi, riprende lo stile cinquecentesco dei giardini italiani, con labirinti e roseti, accanto a melograni e ulivi. L’intero complesso è impreziosito da pietre di varie forme e tonalità. Da questa particolarità nasce l’ispirazione per la collezione in cui ogni perla è unica nel colore e nella forma.      
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