Dal 5 al 8 dicembre 2025, tra Piazza Castello, Via Gadio e Piazza del Cannone, la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! accende Milano con un ritmo pop-festivo
La settimana di Sant’Ambrogio non sarebbe la stessa senza Oh Bej! Oh Bej!, la fiera che da secoli anticipa il Natale milanese.
Anche nel 2025, dal 5 all’8 dicembre, il cuore della manifestazione pulsa tra il Castello Sforzesco e l’ingresso a Parco Sempione, offrendo un’esperienza che unisce storia, gusto e tradizione popolare.
Passeggiare lungo i viali illuminati diventa un rituale: un misto di profumi caldi, voci festose e piccole scoperte che raccontano l’identità della città.
Tra artigiani, maestri del gusto e tradizioni che non tramontano
Le bancarelle sono il simbolo della fiera e ne custodiscono l’anima. Qui si incontrano artigiani locali, creatori di oggetti in legno, stoffa, ceramica e materiali lavorati a mano.
Ai più curiosi non sfuggiranno i maestri del ferro battuto, del rame e dell’ottone, eredi di tecniche tramandate nel tempo.
Per chi arriva con l’olfatto, il percorso è ancora più coinvolgente: caldarroste fumanti, miele, dolci tipici e il profumo del panettone, che proprio nei giorni di Sant’Ambrogio riempie le pasticcerie di tutta Milano.
Imperdibili i Firunatt (o Firòn), raccolte di castagne affumicate infilate in lunghe stringhe: uno dei simboli più autentici della manifestazione.
Un evento per milanesi e turisti
Oh Bej! Oh Bej! non è una fiera di passaggio: è un appuntamento fisso, quasi affettivo. I milanesi la vivono come un rito, un modo per dare il benvenuto all’inverno e salutare il patrono della città.
Per chi visita Milano in quei giorni, invece, è un’occasione unica per scoprire uno scorcio di vita locale: lontana dalle vetrine patinate, ma vicina alla genuinità della città.
Da dove nasce il nome “Oh Bej! Oh Bej!”
Secondo la tradizione, tutto iniziò con un’esclamazione spontanea: “Oh bej! oh bej!”, dialetto milanese per “che bello! che bello!”. Una reazione di sorpresa e gioia davanti ai doni offerti ai cittadini.
Quel grido, oggi, continua a definire lo spirito della fiera: semplice, caloroso e capace di mettere tutti di buon umore.
Come vivere al meglio l’esperienza
Chi visita Oh Bej! Oh Bej! sa che l’organizzazione del tempo fa la differenza.
Le ore centrali del giorno offrono un equilibrio ideale tra piena attività commerciale e movimento sostenibile, mentre al calar della sera la scena diventa più scenografica grazie all’illuminazione che rende romantico e quasi cinematografico l’ambiente.
Arrivare con i mezzi pubblici è una scelta pratica: Metro, tram e bus collegano senza difficoltà la zona del Castello Sforzesco, riducendo lo stress dei parcheggi, che qui sono limitati.
Dicembre porta un clima imprevedibile, quindi è saggio vestirsi caldi e impermeabili, con scarpe comode e adatte a camminare su percorsi affollati e talvolta umidi.
L’accesso alla fiera è gratuito, e l’unica spesa è ciò che si decide di acquistare tra possibilità gastronomiche, oggetti artigianali e curiosità vintage.
Per evitare i momenti di maggior afflusso conviene iniziare la visita presto, percorrendo prima le vie principali e poi quelle laterali, spesso meno affollate ma altrettanto ricche di sorprese.


















