Falchi del Pirellone, nati i primi due pulli (in diretta via webcam). Tutte le curiosità, dal totonomi al saluto di Fontana
Una Pasquetta da ricordare, a 125 metri d’altezza. Ieri, 6 aprile, intorno alle 9.50 è nato il primo pullo del 2026 di Giò e Giulia, la coppia di falchi pellegrini che da anni nidifica sulla sommità del Grattacielo Pirelli. L’evento è stato celebrato con un post social anche dal presidente Attilio Fontana. Diverse ore dopo, nel pomeriggio inoltrato, è arrivato anche il secondo.
Ma non è finita: quest’anno le uova deposte erano quattro, e la schiusa non è ancora completa. Su una delle uova rimaste è già comparso il pip, il primo segno visibile che il pullo sta rompendo il guscio dall’interno, il che significa che la nascita del terzo potrebbe essere questione di ore.
Vediamo tutte le curiosità su questa strana famiglia ormai diventata simbolo della Regione Lombardia.
Cos’è il pipping e come funziona la schiusa
Il pipping è il momento in cui il pullo, ancora dentro l’uovo, inizia a perforare le membrane interne grazie al cosiddetto dente dell’uovo: una piccola protuberanza calcarea che si forma sulla punta del becco e che cadrà naturalmente nei giorni successivi alla nascita. Da quel primo segno alla schiusa completa possono passare da poche ore fino a un giorno. Il pullo rompe il guscio dall’interno con movimenti rotatori, aprendo una frattura progressiva fino a liberarsi. Un processo faticoso e lento, che la community segue in diretta sulla webcam con il fiato sospeso.
La stagione 2026 dei falchi del Pirellone: quattro uova, deposte una alla volta
Quest’anno Giulia ha deposto le uova in quattro riprese: la prima il 28 febbraio, la seconda il 3 marzo, la terza il 5 marzo e la quarta nella notte dell’8 marzo, Festa della Donna. Le deposizioni avvengono sempre a intervalli di circa due o tre giorni, e la cova, condivisa da entrambi i genitori, anche se Giulia se ne occupa in misura prevalente, dura mediamente tra i 29 e i 34 giorni.
Quando nascono i pulli pesano circa 30-38 grammi, vengono imbeccati sei-otto volte al giorno e non bevono: assumono i liquidi direttamente dalle prede. Resteranno nel nido per circa 40 giorni prima di spiccare il primo volo.
Il totoschiusa e il totonomi: il rito social di ogni anno
Come ogni stagione, sulle pagine dedicate alla coppia – a partire dalla community Facebook Giò&Giulia Falchi Pellegrini a Milano, che conta oltre 25.000 appassionati – è stato promosso il totoschiusa: il sondaggio per indovinare le date di nascita dei pulli.
E già si attende il totonomi, il tradizionale sondaggio online con cui la community sceglie ogni anno i nomi dei nuovi nati. Dal 2014, Giò e Giulia hanno già portato all’involo 39 piccoli.
Chi sono Giò e Giulia e perché abitano al Pirellone
Il primo avvistamento della coppia risale all’aprile 2014, durante alcuni lavori di manutenzione sul tetto dell’edificio: due operai scoprirono dei pulcini nascosti dietro un condizionatore. Chiamato il naturalista Guido Pinoli, la specie fu identificata in falchi pellegrini. Fu costruito un nido artificiale, una vasca in legno riempita di ciottoli che riproduce le cenge rocciose tipiche dell’habitat naturale, e installate due webcam attive 24 ore su 24 sul portale di Regione Lombardia.
La scelta del Pirellone dal parte dei falchi non è casuale: il grattacielo è un punto dominante rispetto alle piazze circostanti, inserita in un’area frequentata da storni e piccioni, e l’illuminazione notturna facilita l’individuazione degli uccelli migratori in volo sulla città. I nomi sono un omaggio a Giò Ponti, progettista del grattacielo, e a sua moglie Giulia Vimercati. Si stima che i due abbiano oggi circa 14-16 anni: il falco pellegrino è monogamo e resta con lo stesso partner per tutta la vita.
Come seguire i falchi del Pirellone via webcam e social
Per seguire le vicende di Giò, Giulia e famiglia in diretta si può collegarsi al sito mediaportal.regione.lombardia.it (webcam 1 e 2, attive 24h). Oppure, sui social, l’hashtag da tenere d’occhio è Gio&Giulia.























