Energia elettrica, stangata da 700 milioni per le MPI lombarde

da | 21 Set 2026 | Economia

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Costi folli dell’energia: In un anno le MPI lombarde pagano 700 milioni in più rispetto alla media UE

Sono 700 milioni di euro in un anno: è l’extracosto pagato dalle micro e piccole imprese lombarde per l’energia elettrica rispetto alla media europea. Un numero che colloca la Lombardia al primo posto in Italia e che rappresenta da solo oltre il 19% dei 3,7 miliardi di maggiore spesa sostenuta complessivamente dalle MPI nostrane sui competitor europei.

È quanto emerge dall’analisi presentata oggi all’apertura della 22ª edizione della “Energies and Sustainability High School, organizzata da Confartigianato Imprese Sostenibili in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia.

“Settecento milioni di euro di extracosto non sono soltanto un numero: sono risorse sottratte agli investimenti, all’innovazione, alla crescita e alla capacità delle nostre imprese di competere – sottolinea Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia –. In una regione manifatturiera come la Lombardia, che compete ogni giorno sui mercati europei e internazionali, non possiamo chiedere alle piccole imprese di correre portandosi sulle spalle uno svantaggio di partenza di queste dimensioni.

Il punto non è chiedere agevolazioni, ma ristabilire condizioni di equità: oggi il sistema fiscale e degli oneri sull’energia finisce per penalizzare proprio chi consuma meno. Occorre riequilibrare il carico sulle bollette e intervenire in modo strutturale sul costo dell’energia.

La transizione energetica è una sfida che le nostre imprese sono pronte ad affrontare, ma deve accompagnarsi a condizioni che consentano loro di continuare a produrre, investire e creare valore sul territorio”.

A livello territoriale, è infatti lombarda anche la provincia che registra il maggiore extracosto d’Italia: Brescia, con 135 milioni di euro. Seguono, tra i territori lombardi, Milano con 123 milioni, Bergamo con 97 milioni, Varese con 66 milioni, Pavia con 59 milioni, Monza e Brianza e Cremona con 48 milioni ciascuna, Como e Mantova con 37 milioni, Lecco con 26 milioni, Sondrio con 15 milioni e Lodi con 11 milioni.

Il problema lombardo si inserisce in un divario strutturale che riguarda l’intero Paese. Le piccole imprese italiane pagano oggi l’elettricità 25,99 centesimi di euro/kWh, il 17,9% in più rispetto alla media UE, pari a 22,04 centesimi/kWh. L’Italia si colloca così al terzo posto nell’Unione europea per costo dell’elettricità per le piccole imprese, dietro Irlanda e Germania.

A pesare è anche il prelievo fiscale e parafiscale: accise e oneri generali raggiungono in Italia 5,44 centesimi/kWh, il 47,4% in più rispetto alla media europea. E il divario cresce proprio al diminuire delle dimensioni aziendali: per le imprese con consumi inferiori a 20 MWh il carico fiscale supera del 75,5% la media UE, mentre per le grandi imprese energivore risulta inferiore.

Extracosto causato dal differenziale di prezzo dell’energia elettrica con UE a 27 per MPI per regione
Regione Milioni di euro Comp. %
Abruzzo 88 2,4
Basilicata 51 1,4
Calabria 81 2,2
Campania 247 6,7
Emilia-Romagna 338 9,2
Friuli-Venezia Giulia 110 3,0
Lazio 162 4,4
Liguria 81 2,2
Lombardia 700 19,1
Marche 103 2,8
Molise 26 0,7
Piemonte 262 7,1
Puglia 280 7,6
Sardegna 103 2,8
Sicilia 239 6,5
Toscana 265 7,2
Trentino-Alto Adige 92 2,5
Umbria 66 1,8
Valle d’Aosta 7 0,2
Veneto 376 10,2
Nord-Ovest 1.050 28,6
Nord-Est 916 24,9
Centro 595 16,2
Mezzogiorno 1.115 30,4
ITALIA 3.674 100,0
Centro-Nord 2.561 69,7
Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat, Arera e Terna

 


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