La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune a nord di Milano alla costruzione del bacino artificiale per contenere le acque in eccesso del fiume. Ma il progetto non sarà interrotto

 

La pioggia su Milano continua a cadere, e il Seveso potrebbe ancora esondare. Adesso e in futuro.

Il progetto per la costruzione di una serie di vasche di laminazione lungo i confini della città, utili a incanalare le acque in eccesso del fiume durante le acquazzoni, è incappato nei rilievi della Cassazione.

A fare ricorso è stato il Comune di Bresso, che ha trovato ascolto presso la suprema corte dei giudici.

Questi ultimi hanno ritenuto che le perplessità dei cittadini bressesi rispetto all’impianto dell’enorme vasca, di fatto un lago artificiale, a ridosso di alcuni condomini rappresentino un valido motivo per consentire al Comune di intervenire nel merito del progetto.

Non per questo, i lavori per mettere in sicurezza Milano saranno abbandonati.

Attualmente, infatti, è in corso la gara pubblica per l’assegnazione degli appalti di costruzione, e le aziende partecipanti, nelle rispettive proposte, dovranno tenere conto dei criteri di sostenibilità ambientale e di tutela contro l’inquinamento dell’acqua che la giunta di Bresso, con ogni probabilità, farà inserire nei parametri di valutazione.

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