L’equipe medica dell’Ospedale Sacco di Milano ha isolato la variante nazionale dell’influenza, differente dal virus originario cinese. Scienziati al lavoro per preparare il vaccino

 

“Ceppo italiano”.

È la variante nazionale del Coronavirus che i ricercatori dell’Ospedale Sacco di Milano sono riusciti a isolare in laboratorio e che, nelle scorse ore, è servita a introdurre una prima certezza: il virus che sta colpendo in Europa non è lo stesso originatosi a Wuhan, in Cina.

A spiegare bene la situazione è intervenuto Massimo Galli, professore di malattie Infettive dell’Università di Milano e direttore del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco: “Dagli studi eseguiti possiamo affermare che non si tratta dello stesso virus contratto dai due pazienti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma. Dagli esperimenti in laboratorio abbiamo appurato che esso è in grado di distruggere alcune cellule umane, ma ancora non abbiamo sequenziato il suo patrimonio genetico, passo fondamentale per comprenderne l’origine e il comportamento”.

Al momento, tali operazioni sono utili a migliorare il tracciamento dei contagi, anche se il vero obiettivo è la formulazione, nel più breve tempo possibile, di una cura specifica contro la malattia.

Per ottenere lo scopo, la recente decisione, ratificata dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli, di sospendere le verifiche con tampone sui pazienti asintomatici, potrebbe liberare risorse ed energie del personale medico, che così si potrà concentrare sulla ricerca.

LEGGI ANCHE:  Dpcm del 25 ottobre: coprifuoco nelle piazze, chiusura locali, palestre e piscine. Il PDF

Ha proseguito il professore: “È prioritario studiare la composizione di farmaci e vaccini contro questo coronavirus. I futuri dati sulla struttura genetica del virus saranno preziosi in questo senso. Una strada da non trascurare, inoltre, è quella del possibile esame dei bambini, i quali sembrano essere immuni dal contagio: in Cina, per esempio, la percentuale di bambini infetti è appena dell’1%, e tutti in buone condizioni”.

Non solo. Infatti, il caso del neonato perfettamente sano dato alla luce in Cina qualche giorno fa, così come l’analoga situazione del bambino nato a Piacenza da una madre affetta dall’influenza, sembrano fornire l’evidenza scientifica che il coronavirus non si trasmette ai feti.

 

Condividi questo articolo!