Chiesa di Milano presenta il progetto del nuovo Monastero Ambrosiano nel cuore del MIND, firmato da Boeri
A MIND sta per nascere un nuovo grande Monastero Ambrosiano, un progetto che porta la spiritualità nel distretto dell’innovazione. La Chiesa di Milano sarà presente nel cuore del polo delle scienze della vita con un complesso ispirato alla tradizione monastica: chiesa, chiostro, giardino e biblioteca delle religioni in dialogo con ricerca e tecnologia.
Un’idea nata dal dialogo con il distretto
Il percorso che ha portato al progetto prende le mosse dalla consapevolezza, maturata all’interno della Chiesa ambrosiana, dell’opportunità offerta da MIND: contribuire alla costruzione di un nuovo pezzo di città.
Da questa visione è nato il dialogo con Principia, la società a partecipazione pubblica responsabile dello sviluppo di MIND, con la quale è stata individuata l’area all’interno del sito, tenendo conto che il Piano di Governo del Territorio prevede già la presenza di un luogo di culto cattolico, e definita la prospettiva di integrazione con le altre funzioni del distretto.
Nel 2023 è stata quindi avviata una Call for ideas aperta a realtà ecclesiali, istituzioni, centri di ricerca e studi di architettura. Dal percorso è emersa l’idea di una presenza articolata su tre dimensioni: una presenza stabile legata alla vita liturgica e comunitaria; la promozione di spazi di dialogo interreligioso; la creazione di ambienti di confronto tra saperi umanistici e scienze della vita.
Il progetto: Boeri reinterpreta l’archetipo del chiostro
Il progetto architettonico è stato affidato allo Studio Stefano Boeri Architetti. Il Monastero Ambrosiano si svilupperà su una superficie complessiva di 2.700 m², di cui 1.100 m² destinati agli spazi aperti, e sorgerà all’incrocio tra il Cardo e il Decumano di MIND — la posizione più centrale e simbolica dell’intero distretto. Boeri ha scelto di reinterpretare l’archetipo del chiostro come dispositivo spaziale e simbolico insieme: un luogo introverso ma permeabile, capace di articolare tre dimensioni fondamentali (cura, dialogo e ricerca spirituale) in un’architettura unitaria e aperta.
Al centro del complesso si trova la grande aula ecclesiale, a impianto trigono, progettata per accogliere tra i 300 e i 350 fedeli. Qui una piccola comunità religiosa scandirà i ritmi della preghiera e della vita liturgica, garantendo una presenza stabile di pastorale ordinaria — l’anima monastica che dà senso e coerenza all’intero progetto.
Il Chiostro delle Religioni rappresenta la prima forma di accoglienza e apertura verso l’esterno: uno spazio triangolare pensato come soglia tra il mondo del distretto e la dimensione contemplativa del monastero. Adiacente al chiostro si sviluppa il Giardino delle Religioni, dove le diverse tradizioni monoteiste presenti a Milano vengono richiamate simbolicamente attraverso le essenze vegetali: un luogo di incontro silenzioso tra fedi diverse, che parla il linguaggio della natura prima ancora che delle parole.
La Biblioteca delle Religioni è forse l’elemento più inatteso e suggestivo del progetto. Boeri ha spiegato che, tra i ciliegi di un piccolo bosco, verranno ospitate alcune delle statue provenienti dai Depositi della statuaria della Veneranda Fabbrica del Duomo: opere d’arte sacra finora inaccessibili al pubblico, che troveranno in questo spazio una nuova vita e una nuova funzione, come custodi silenziosi di un luogo dedicato al sapere e alla memoria delle tradizioni religiose.
Innovazione e trascendenza, fianco a fianco
Entro il 2030, MIND ospiterà circa 70.000 persone tra residenti, lavoratori e studenti. In questo contesto, la presenza del Monastero Ambrosiano non è pensata come un’enclave separata dal resto del distretto, ma come un interlocutore attivo: gli spazi di dialogo saranno strutturati in relazione con università e centri di ricerca del distretto.
«Nel cuore della città dell’innovazione si affaccia la domanda sul senso del tutto» ha commentatol’Arcivescovo di Milano Mario Delpini. «La domanda invoca l’incontro tra scienza e sapienza, tra tecnologia e umanesimo, tra profitto e solidarietà».
Per Principia, la società che gestisce lo sviluppo del distretto, la scelta è coerente con la vocazione di MIND. «Dimostra come innovazione e attenzione alla persona possano crescere fianco a fianco, generando valore non solo economico per tutta la comunità» ha dichiarato l’ad Igor De Biasio.
Quando sarà pronto il nuovo Monastero?
Non è stato ancora definito un preciso cronoprogramma, ma la Diocesi confida di aprire il nuovo spazio entro i prossimi tre anni. Un cantiere che, nelle intenzioni di tutti i protagonisti, non sarà solo edilizio: la costruzione del Monastero Ambrosiano è già essa stessa un atto di presenza e di significato nel cuore della Milano che verrà.






















