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Didattica “Online/Outnature”: da febbraio tutte le scuole sono chiuse e la didattica prosegue davanti ai computer. Ma quali sono le conseguenze per i nostri bambini? Lo abbiamo chiesto al Dott. Dario Ayala

 

Da febbraio le nostre abitudini sono cambiate e passiamo molto più tempo davanti a computer, smartphone e televisioni. E come noi lo fanno anche i nostri figli, ma per loro, l’esposizione agli strumenti digitali può essere più pericolosa, come dimostrato da una serie di studi recenti, come quello pubblicato da The Lancet, un’autorevole rivista medica che ha studiato a fondo l’uso anche minimo dei dispositivi digitali con l’incremento di malattie fisiche e psicologiche sui bambini.

Uno studio del 2019 ha utilizzato la risonanza magnetica per indagare le possibili alterazioni nello sviluppo encefalico dei bambini e ha dimostrato che l’utilizzo eccessivo di schermi condiziona negativamente lo sviluppo di aree del cervello relative alle funzioni esecutive e all’alfabetizzazione.

Anche l’Oms ha dichiarato come sia necessario limitare l’esposizione a non più di un’ora al giorno, sia per i bambini, sia per i ragazzi in età di sviluppo. Ma, cosa succede esattamente quando i bambini e i ragazzi guardano uno schermo?

Lo abbiamo chiesto al Dott. Dario Ayala, medico chirurgo, esperto in Fitoterapia medica.

Per quanto riguarda i cellulari tablet e PC portatili o fissi , le variabili da tenere in considerazione sono tre: la frequenza della luce blu, il calore e i campi elettromagnetici. Questi ultimi decrescono in maniera proporzionale al cubo del raggio della distanza tra noi e la sorgente.

Un esposizione prolungata, in un momento delicato per la salute come questo, può diminuire le difese immunitarie, aumentare lo stress e diminuire la capacità di concentrazione.

Didattica online

Altri parametri da tenere in considerazione sono le ore totali di esposizione, la mancanza di movimento, le condizioni posturali non idonee e naturali, l’ossigenazione, la mancanza di stimoli sociali e naturali di contatto con l’ambiente e con i loro simili, la diminuzione della sollecitazione di alcuni sensi, olfatto, tatto e sistema immunitario (in questo contesto considerato in modo sensoriale), e la ipersollecitazione del senso visivo e uditivo.

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Nelle ore totali di esposizione dovremo calcolare anche quelle che poi vengono “concesse dai genitori” per i videogiochi (spesso violenti e vietati ai minori di 18aa), per i social , ecc..

Già ! … concesse per farli “respirare” o per  far respirare loro stessi (i genitori):

Alle variabili sopra descritte quindi dobbiamo aggiungere il sovraccarico di stress cronico con alterazione ed esaurimento dell’asse ipotalamo surrenalico. Da qui minor capacità di regolazione di risposte allergiche ed autoimmunitarie. inoltre se l’esposizione avviene nelle ore serali anche una disregolazione della ghiandola pineale e di tutto il ritmo di secrezione endocrina secondo i bioritmi circandiani a lei correlato. Senza parlare delle connessioni di questa ghiandola secondo alcune medicine tradizionali,  confermate poi da alcuni studi ed articoli scientifici sullo stato meditativo, con la spiritualità.

Esistono alcune soluzioni?

  1. aumentare la distanza dalla sorgente. eventualmente aggiungendo una tastiera esterna ai PC portatili
  2. creare dei momenti di recupero in cui si fanno movimento, esercizi posturali
  3. favorire il contatto sociale anche e soprattutto intrafamiliare riproponendo i vecchi giochi di societa e altri giochi che anche singolarmente stimolino la fantasia. diventa fondamentale una educazione alla salute di tutto l ambito famigliare!
  4. effetto “barriera” . Esistono in commercio alcuni scudi sia per i cellulari sia per i computer che permettono di ridurre in modo significativo i danni che possono essere causati dall’esposizione alla luce blu degli schermi dei computer e dei cellulari: applicazioni filtro, pellicole filtro e occhiali filtro. Per quanto riguarda gli auricolari esistono in commercio i Pneumo auricolari che funzionano esattamente come un fonendoscopio che, utilizzando l’aria come conduttore riducono le concentrazioni a livello del timpano e del labirinto di quelle particolari frequenze. Suono allo studio anche degli “scudi” che abbattono l’energia elettromagnetica emessa dalla sorgente.
  5. Una buona didattica a distanza dovrebbe essere articolata principalmente nel rispetto dei bisogni dei ragazzi e degli insegnanti, prevedendo lezioni non più lunghe di un’ora, tra i 40 e i 50 minuti, il tempo ideale in cui i ragazzi mantengono alto il livello di attenzione e coinvolgimento. Le lezioni dovrebbero essere intervallate da momenti di attività fisica, anche lieve, che permette ai bambini (ed ai docenti stessi !!!!) di riattivare il corpo e la mente. Le lezioni andrebbero svolte solo nelle ore mattutine sia perché i bambini sono più efficienti, attenti e propositivi, sia perché è importante che i ragazzi abbiano tempo libero per studiare e ripassare in modo autonomo, ma anche per sviluppare le loro passioni e stare con i fratelli e i genitori. La vera accortezza che si deve tenere come genitori, è quella di tenere i ragazzi lontani dai videogiochi, che sono il ero problema dei giovani.
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I videogiochi catturano la coscienza dei ragazzi e li trasportano in una dimensione non reale e, di solito, molto violenta, con danni e disallineamenti importanti e spesso sottovalutati dai genitori.

Infine concludo questa brevissima intervista con l’attenzione che dovremmo noi come genitori porre a questo ultima considerazione. la tecnologia è uno strumento opportuno e valido, dobbiamo imparare ad usarlo e non ad esserne dipendenti ed “usati”. la tecnologia deve essere fatta per l’uomo e non l’uomo per la tecnologia.

Dott. dario ayala

www.fitoterapiamedica.it

info@fitoterapiamedica.it