I chiarimenti alla legge di Bilancio specificano che i rimborsi o gli sconti sulle tasse subentrano a patto di avvenuto pagamento con mezzi trasparenti per tutte le categorie di spesa, a eccezione degli acquisti in farmacia

 

Ne abbiamo scritto su queste colonne qualche giorno fa, e la faccenda sembrava, tutto sommato, circoscritta: per usufruire della detrazione fiscale del 19% sulle spese da inserire nella dichiarazione del 730 bastava evitare di pagare in contanti le visite mediche specialistiche in regime privato.

Gli ultimi chiarimenti relativi alla nuova legge di Bilancio, invece, spiegano che l’insieme degli acquisti allergici ai contanti, se vogliamo continuare a ricevere il tesoretto estivo dei rimborsi derivanti da detrazione, è molto più ampio.

Stante la neonata legge, che comunque produrrà i primi effetti a partire dal prossimo anno fiscale, il paniere delle spese per cui lo Stato richiede la tracciabilità è, infatti, variegato.

Tra gli acquisti per i quali sarà necessario procedere con il pagamento tramite bancomat, carta di credito, bonifico o assegno bancario c’è di tutto: abbonamenti ai mezzi pubblici, spese per le rette scolastiche e universitarie, affitti, interessi passivi sui mutui per la prima casa.

In definitiva, le uniche spese che otterranno la detrazione del 19% seppure corrisposte in contanti saranno quelle per la farmacia.

D’altra parte, il trapasso al nuovo regime potrebbe nascondere qualche insidia. Soprattutto nel 2021, è dato aspettarsi che vigerà una situazione ambigua, in cui la mancanza di linee guida chiare obbligherà i contribuenti a mantenere un comportamento di estrema prudenza.

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Lo hanno spiegato bene nei Caf, dove gli esperti avvisano: “Il quadro è ancora in evoluzione, ma è probabile che, almeno nei primi tempi, si debba portare una doppia documentazione: la fattura della specifica spesa intestata al contribuente e la ricevuta dell’avvenuto pagamento, come, per esempio, lo scontrino della carta di credito”.