Dal 21 al 26 aprile 2026 torna il Salone del Mobile a Milano, con il Fuorisalone che invade la città tra installazioni, mostre e opening. Date, biglietti, orari e gli eventi da segnare, quartiere per quartiere
Milano si prepara a una delle sue settimane più affollate, fotografate, commentate. Dal 21 al 26 aprile 2026 torna il Salone del Mobile a Fiera Milano Rho, mentre dal 20 al 26 aprile la città si apre al Fuorisalone, con un calendario che corre da Brera a Tortona, da 5VIE a Porta Venezia, fino a Baggio e alla Bicocca. In mezzo, code, vernissage, caffè presi di corsa, debutti molto attesi e installazioni pensate per farsi guardare. E ricordare.
Range Rover presenta Traces
Dove: Galleria Meravigli, ingresso da via Meravigli 5, Milano.
Un progetto costruito attorno al lancio globale di Range Rover Bespoke: vernici, ricami, materiali e memoria diventano installazione. C’è anche un cortometraggio, una selezione di oggetti curati da Bard Scotland e uno spazio caffetteria con caffè e aperitivi ogni giorno.
Paper/Northern Lights di Gianni Pettena
Quando: dal 14 aprile al 31 maggio 2026. Dove: Viale Piero e Alberto Pirelli 10, Milano. Ingresso gratuito.
A BiM Bicocca arriva per la prima volta a Milano, in forma integrale, l’opera di Gianni Pettena. È un’installazione che mette in discussione l’idea stessa di spazio espositivo: carta, tagli, percorso fisico dentro l’opera e partecipazione diretta del pubblico.

Copyright: Ufficio Stampa – Martin Argyroglo
5VIE Design District – QoT, Qualia of Things
Dove: tra Cavallerizze del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, via Cesare Correnti 14 e SIAM, via Santa Marta 18.
Il tema del distretto è QoT – Qualia of Things. Meno tecnologia feticcio, più rapporto emotivo con gli oggetti. Il focus è sull’esperienza umana, sui sensi, sulla materia, sulla parte meno misurabile del design.
Risonanze di Marco Guazzini
Dove: circuito 5VIE.
Tra i progetti di produzione diretta del distretto, Risonanze mette al centro la ricerca materica di Marco Guazzini, con materiali autoprodotti come Marwoolus® e Alwoolus. Un lavoro che parla di superfici, riflessi, fibre e trasformazione.
Cosmic Meadow di Elisabeth Lewis
Dove: circuito 5VIE.
La ceramica qui guarda alle rovine e le porta altrove. Elisabeth Lewis costruisce un paesaggio quasi psichedelico, con opere che sembrano reperti e creature insieme. Un progetto che resta addosso.
Noe Kuremoto
Dove: circuito 5VIE.
L’artista di origine giapponese presenta vasi scultorei in gres che rileggono le anfore dell’era Jōmon. Il punto, però, non è solo formale: il lavoro parla anche di maternità, equilibrio e vita quotidiana.
Liquid Rituals – a cup is a cup
Dove: circuito 5VIE.
Il brand di Giulia Braglia e Gabriele Nasole lavora sull’unicità del pezzo e sull’oggetto quotidiano visto come piccolo rito. Un progetto più intimo, ma da non liquidare in fretta.
Reflecting Diverseness di Studio mo man tai
Dove: Cavallerizze, 5VIE.
Installazione costruita attraverso il recupero di grandi striscioni pubblicitari, tagliati e ricomposti in un pattern pixelato. Repurposing, sì, ma senza moralismi: qui il materiale di scarto diventa immagine.
ALMA WATER – La stanza del mare di Sara Ricciardi
Dove: Cavallerizze, 5VIE.
Un ambiente morbido, quasi uterino, fatto di tessuti che si muovono come onde. Più che una stanza, una sospensione. Una di quelle installazioni che rallentano il passo.
Tadeas Podracky
Dove: Cavallerizze, 5VIE.
Il designer-scultore ceco porta nuove lampade in legno massello e altri lavori segnati da una riflessione sulla nascita e sulla crescita organica. Materia viva, gesto scultoreo, poco compiacimento.
La Fiamma che non Brucia di Giuditta Vettese
Dove: Cavallerizze, 5VIE.
Una scultura in ceramica smaltata che si attiva con performance e interazione. Sensori, corpo, artigianato: l’opera cambia con la presenza dei visitatori.
Vessels dell’Intangibile di Richard Yasmine
Dove: via Cesare Correnti 14, 5VIE.
Una collezione di illuminazione ispirata ai sensi e agli organi che li rappresentano. Il risultato è teatrale, quasi anatomico, ma resta dentro una grammatica molto raffinata.
Le bacheche di Denny Candotto
Dove: via Cesare Correnti 14, 5VIE.
Cinque bacheche, cinque modi di leggere Milano attraverso le sue architetture. Dalla casa di ringhiera al social housing, il progetto mette in fila epoche e forme urbane.
Installazione di Alê Jordão
Dove: via Cesare Correnti 14, 5VIE.
Un bagno fucsia, animalier, immersivo, ispirato al Pink Motel di Los Angeles. Molto fotografabile, certo. Ma anche una riflessione sul kitsch come linguaggio visivo.
Alcova
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: Villa Pestarini, via Mogadiscio 2/4 e Ex Ospedale Militare di Baggio, via Simone Saint Bon 7.
Alcova torna con il suo doppio set urbano e con una selezione che, come sempre, punta sulla ricerca. Dopo le code degli anni scorsi, resta uno degli indirizzi più chiacchierati della settimana.
When Apricots Blossom a Palazzo Citterio
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: via Brera 12.
La Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation porta a Milano una mostra di design che rilegge l’artigianato uzbeko in chiave contemporanea. Tra i nomi coinvolti: Bethan Laura Wood, Marcin Rusak, Fernando Laposse.
6:AM al Centro Balneare Romano
Quando: dal 19 al 26 aprile. Dove: via Ampère 24, Milano.
Il duo creativo torna in una cornice balneare con totem in vetro, allestimento diffuso e un bistrot pop-up, Bar Pieno, che promette di diventare uno degli stop più battuti della settimana.
Torre Velasca
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: piazza Velasca 3/5.
Tre appuntamenti nello stesso edificio: Polish modernism, a struggle for beauty, WARSAW – SAO PAULO – MILAN dedicato a Jorge Zalszupin e, sul rooftop, la sala da tè temporanea di CROMO. Un mini itinerario verticale.
Galleria by REdDuo
Quando: dal 20 al 24 aprile. Dove: nei pressi di Porta Genova.
Formato appartamento, atmosfera domestica, taglio curatoriale. Uno di quegli eventi che lavorano più sul dettaglio che sul gigantismo.
Interni Venosta
Quando: dal 20 al 25 aprile. Dove: Palazzo Olivazzi, via Bigli 21.
Un allestimento in un appartamento legato a Osvaldo Borsani. Design e interior entrano in dialogo con una cornice che ha già da sola un forte peso scenico.
Casa di Partenope
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: Cardi Gallery, corso di Porta Nuova 38.
Una casa, o meglio una messa in scena dell’abitare. Progetto da vedere per chi cerca linguaggi più narrativi e meno da showroom classico.
CASA NM3
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: via Farini 93.
Uno spazio che ragiona sul progetto come ambiente complessivo. Più che una mostra, una situazione da attraversare.
L’appartamento di Bocci
Quando: dal 20 aprile. Dove: indirizzo su richiesta.
Evento volutamente più riservato. Il formato appartamento continua a essere uno dei più efficaci della settimana: intimo, calibrato, quasi anti-fiera.
Códices di José María Balmaceda
Quando: dal 14 al 24 aprile. Dove: zona San Vittore.
Un intervento che mette insieme oggetto, racconto e atmosfera quasi rituale. Da segnare per chi cerca percorsi meno ovvi.
Kaldewei – Bubbles of Times. Past. Present. Future
Dove: Palazzo Crespi, corso Matteotti.
Mostra di Parasite 2.0 curata con Forgotten Architecture. Installazione multimediale e performance dentro una delle architetture più eleganti del centro.
Masterly – The Dutch in Milano
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2.
Uno degli appuntamenti più solidi per chi vuole intercettare il design olandese contemporaneo. Contesto storico forte, selezione sempre molto osservata.
MoscaPartners Variations a Palazzo Litta
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: corso Magenta 24.
Il focus 2026 è sull’installazione site-specific Metamorphosis in Motion firmata da Lina Ghotmeh. Il Cortile d’Onore diventa il centro scenografico di uno dei percorsi più attesi.
Convey
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: via San Senatore 10.
Il progetto di Simple Flair cambia zona e si sposta in centro. Cinque piani, circa 20 brand europei, un taglio espositivo pulito e piuttosto contemporaneo.
Dropcity
Dove: Magazzini Raccordati della Stazione Centrale, via Giovanni Sammartini 60.
Nei tunnel vicini alla Centrale continua il lavoro di ricerca di Dropcity. Da vedere la mostra The White House. Domestic Propaganda, firmata da studenti del Politecnico di Milano.
Nilufar Grand Hotel
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: Nilufar Depot, viale Vincenzo Lancetti 34.
Il design da collezione viene raccontato come esperienza d’ospitalità. Ci sono camere immaginarie, oggetti d’autore e una costruzione scenografica che va oltre la mostra tradizionale.
Hearst Global Design + Architecture
Quando: dal 20 al 26 aprile.
Tra gli indirizzi: Palazzo Bovara, Casa Ortelli, Palazzo Castiglioni e Cova Montenapoleone. Un circuito diffuso che mescola editoria, interior, installazione e grandi firme.
Soft Matters di Secolo + Tableau
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: via Giacosa 25.
Titolo già eloquente: un progetto morbido, floreale, molto scenografico. Di quelli che promettono una forte componente visiva, senza rinunciare alla materia.
L’appartamento by Artemest
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: Palazzo Donizetti, via Gaetano Donizetti 48.
Artemest torna con un percorso ispirato al Grand Tour, in cui ambienti e arredi reinterpretano cinque città italiane. Una celebrazione dell’artigianato, ma con taglio internazionale.
Prada Frames
Dove: Santa Maria delle Grazie, via Giuseppe Antonio Sassi 3.
Il symposium curato da Formafantasma si conferma tra i talk più forti della settimana. Qui il design si ascolta, più che si guarda.
Miu Miu Literary Club
Dove: Circolo Filologico Milanese, via Clerici 10.
Due giornate dedicate alla riflessione sulla vita delle donne attraverso la parola scritta. Un format laterale rispetto al design puro, ma perfettamente dentro il clima della settimana.
Mornings Made in Fornace
Dove: Fornace Curti, via Walter Tobagi 8.
Un appuntamento che unisce conversazione, atelier e materia ceramica. Da vedere anche per il contesto, che da solo vale il tragitto.
Marni x Cucchi
Quando: dal 20 aprile al 15 luglio. Dove: Cucchi, corso Genova 1.
Qui la Design Week allunga i tempi. Moda e arte dialogano in un progetto che supera il calendario stretto del Fuorisalone.
Jil Sander | Reference Library
Quando: dal 20 al 24 aprile. Dove: via Luca Beltrami 5.
Un progetto calibrato, essenziale, quasi inevitabile per chi segue l’estetica Jil Sander. Libreria come spazio mentale, prima ancora che fisico.
Louis Vuitton Objets Nomades
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16.
Uno degli appuntamenti più classici e insieme più fotografati della settimana. Lusso, allestimento impeccabile, oggetti che vogliono stare tra arte e design.
Gucci Memoria
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: Chiostri di San Simpliciano, piazza Paolo VI 6.
Titolo già dichiaratamente evocativo. Gucci punta su memoria, atmosfera e costruzione narrativa in una delle sedi più forti del centro.
Asics – Kinetic Playscape
Quando: dal 22 al 24 aprile. Dove: Garage 21, via V. Archimede 26.
Un progetto che porta il corpo dentro il discorso sullo spazio. Movimento, interazione, sport e design si incrociano qui.
Marimekko – Osteria Fiori di Marimekko
Quando: dal 20 al 22 aprile. Dove: Osteria Grand Hotel, via Ascanio Sforza 75.
Formato conviviale, tono leggero, identità visiva fortissima. Uno di quegli eventi che funzionano bene anche per atmosfera.
The Paper Log: Shell and Core di ISSEY MIYAKE
Quando: dal 21 aprile al 5 maggio. Dove: via Bagutta 12.
La materia carta viene spinta verso un racconto più strutturale. Un progetto coerente con la ricerca del brand, da vedere con calma.
10 Corso Como
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: corso Como 10.
Il concept store si trasforma in hub di visioni contemporanee tra moda, design e gioielli. In calendario anche Moncler.
The Factory of Light di Aesop
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: Chiesa di Santa Maria del Carmine.
Beauty e installazione si incontrano in uno spazio che amplifica tutto. Luce, atmosfera, percezione: Aesop gioca sul sensoriale.
Love Hibiscus – Nature in Motion
Quando: dal 17 al 28 aprile. Dove: via Manzoni 20.
Progetto di Olfattorio Bar à Parfums e Amouage. Il formato è quello di un’installazione legata alla profumeria e alla natura in movimento.
Clive Christian & Harry Nuriev
Dove: Museo Bagatti Valsecchi, via Gesù 5.
Una scacchiera argentata a grandezza naturale dentro uno dei musei più belli della città. Basta questo per capire il tono.
The Eames Houses alla Triennale di Milano
Quando: dal 21 aprile al 10 maggio. Dove: via Emilio Alemagna 6.
Una mostra dedicata a Charles e Ray Eames, al loro pensiero progettuale e al nuovo Eames Pavilion System sviluppato con Kettal. Tappa molto solida.
Food for Thought di IKEA
Quando: dal 21 al 26 aprile. Dove: Spazio Maiocchi, via Maiocchi 7.
Cinque ambienti per raccontare come cambiano i rituali della cucina e della socialità nel mondo. IKEA punta meno sul singolo prodotto, più sull’idea di abitare.
Deoron
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: via Padova 11.
Oltre 50 designer internazionali in uno spazio di 800 metri quadrati. Progetto indipendente, giovane, decisamente orientato verso la scena più underground.
The Meanwhile Club di Park
Quando: dal 20 al 24 aprile. Dove: via Garofalo 31.
Un club temporaneo costruito con materiali di recupero e pensato per interrogarsi sulla vita degli spazi oltre l’evento. In programma anche DJ set site-specific con Le Cannibale.
RoCollectible di Rossana Orlandi
Quando: dal 20 al 26 aprile. Dove: Galleria Rossana Orlandi, via Matteo Bandello 16.
Rossana Orlandi e Nicoletta Brugnoni firmano una mostra corale che mescola creativi emergenti e nomi già affermati. Tra gli highlight, Future Memories di Roberto Sironi x Sansui.
Valerie_Objects goes underground
Quando: dal 20 al 26 aprile, ogni giorno dalle 9 alle 12. Dove: stazione Rovereto, linea rossa.
Uno spazio abbandonato della metropolitana diventa sede di mostra e colazione firmata Pasticceria G. Cova. In esposizione anche i nuovi lavori di PIOVENEFABI.
Nel complesso, la sensazione è quella di sempre, ma più amplificata: Milano Design Week 2026 non è solo un calendario, è una geografia temporanea. Bisogna scegliere, tagliare, rinunciare. E poi camminare parecchio. Però ne vale la pena. Perché per sei giorni Milano non si limita a ospitare il design: se lo mette addosso.























