Cronaca, accoltellamento di Milano: l’autore era stato in carcere in Inghilterra.
Emergono nuovi elementi sul caso dell’accoltellamento di via Capecelatro, fatto di cronaca avvenuto sabato mattina a Milano nella zona di San Siro. Mentre la vittima è ancora ricoverata in terapia intensiva al Niguarda — con condizioni in miglioramento — gli inquirenti stanno ricostruendo il passato del 22enne accusato dell’aggressione, Lamin Saidilly, attraverso i canali investigativi internazionali. Il quadro che emerge è quello di un giovane con un trascorso in carcere in Inghilterra, arrivato a Milano solo dieci giorni prima dell’aggressione.
Come è andata: la ricostruzione dell’aggressione
Sabato mattina, un uomo di 55 anni stava facendo colazione con il padre al bar La Giada di via Capecelatro quando è stato aggredito alle spalle da un giovane con il volto coperto. Lamin Saidilly lo ha colpito con circa venti coltellate, raggiungendolo alla testa, al collo, al torace e all’addome. Tre clienti di nazionalità egiziana presenti nel locale sono riusciti a disarmarlo e immobilizzarlo prima dell’arrivo della polizia. Anche bloccato, il giovane ha mantenuto un atteggiamento di totale distacco, rivolgendo agli agenti una frase agghiacciante: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».
La vittima, Gerardo P., è stata sottoposta a più interventi chirurgici e si trova tuttora in terapia intensiva post-operatoria. Le ferite da taglio all’addome e al torace non sono state particolarmente profonde e le sue condizioni sono in miglioramento: la prognosi resta riservata ma non dovrebbe comportare conseguenze permanenti e la degenza ospedaliera non sarà lunga.
Il passato di Saidilly: Inghilterra, Conegliano, poi Milano
Gli accertamenti coordinati dal pm Elio Ramondini dell’Ufficio Prevenzione Generale della Polizia di Stato stanno ricostruendo i movimenti del giovane nelle settimane precedenti all’aggressione. Saidilly era stato detenuto in Inghilterra — ancora da accertare per quale reato e per quanto tempo — prima di tornare in Italia. Aveva raggiunto Conegliano Veneto, dove il padre vive con altri coinquilini, e aveva lavorato per qualche mese come magazziniere in un’azienda alimentare della zona. Un litigio con il padre — che, secondo le prime ricostruzioni, lo avrebbe mandato via di casa — lo ha spinto a lasciare il Veneto.
Il 23 giugno scorso è arrivato a Milano. Da quella data fino al 30 giugno ha soggiornato in diversi alberghi pagando regolarmente il conto e senza dare alcun problema. Il 30 giugno le sue tracce si perdono: quattro giorni prima dell’aggressione.
L’accusa: tentato omicidio aggravato dalla premeditazione
Il pm Ramondini ha contestato a Saidilly il tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane avrebbe pianificato di uscire in strada per colpire la prima persona che gli fosse capitata davanti. Era travestito e portava con sé un coltello a lama bifilare di 21 centimetri. La vittima, Gerardo P., non aveva alcun rapporto con lui: è stata scelta, secondo l’accusa, in modo del tutto casuale.
Il difensore di Saidilly, l’avvocato Simona Brambilla, ha riferito che il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia e che risulta «molto scosso». «Non ricorda nulla fino a quando si è ritrovato sull’auto della polizia», ha dichiarato l’avvocata, aggiungendo che il 22enne non ha chiesto al giudice l’attenuazione della misura cautelare.






















