Cronaca Milano, omicidio alla stazione Certosa: altri sei arresti per la morte di Gianluca Ibarra Silvera. In manette anche il trapper Reyomar
Le notizie di cronaca a Milano ci raccontano che sale a otto il numero di persone finite in carcere per l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne ecuadoriano ucciso il 26 maggio scorso nei pressi della stazione ferroviaria di Milano Certosa. La Squadra Mobile della Questura di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito nella giornata di ieri sei nuovi provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti giovani stranieri: un 19enne dominicano e cinque peruviani di età compresa tra i 18 e i 22 anni. Gli arrestati sono stati rintracciati nelle province di Milano e Monza. Tra loro, secondo quanto riporta ANSA, c’è anche un ventenne noto sui social come Reyomar — il cui vero nome è Omar Jair Rey Cordova — trapper presente su TikTok, YouTube e Instagram, già nell’orbita dell’inchiesta perché riconosciuto da testimoni presenti alla stazione quella sera.
Quella sera di maggio: la ricostruzione del fatto di cronaca a Milano
Gianluca era lungo i binari insieme al fratello e a un amico quando il gruppo dei Latin Kings li ha circondati. Alla base dell’aggressione ci sarebbe stato uno screzio, ma non solo: la vittima e il fratello sarebbero stati sospettati di avere legami con una banda rivale, gli M13. Ne è nata una caccia all’uomo lungo i binari. Il fratello è riuscito a dileguarsi; Gianluca no. Una decina di persone si è accanita su di lui con sassi, cocci di bottiglia e un coltello. Il fendente che lo ha raggiunto all’aorta femorale lo ha lasciato dissanguato nel giro di pochi minuti.
I due ritenuti autori materiali dell’accoltellamento erano stati già arrestati a poche settimane dal fatto. Gli altri sei — tra cui Reyomar — sono stati identificati grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza, alle testimonianze raccolte e agli approfondimenti investigativi condotti dalla Seconda Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” della Mobile.
Il territorio come obiettivo: i Latin Kings la logica della gang
Quello che emerge dagli atti dell’inchiesta è un quadro che va oltre il singolo episodio di violenza. Nell’ordinanza di custodia cautelare uno degli arrestati ha descritto apertamente la filosofia del gruppo: «Noi siamo in contrasto con altri gruppi quali MS13 e NETA. La ragione per cui ci scontriamo con questi due gruppi è per affermare il nostro potere in una zona. Non abbiamo una zona precisa, giriamo per Milano. La zona la individuiamo tra quelle che frequentiamo di più; attualmente era Porta Venezia». Poi l’espansione verso Certosa, e Gianluca ci ha rimesso la vita.
La presenza dei Latin Kings nella zona nord di Milano era relativamente recente al momento dell’omicidio. L’uccisione di Gianluca, secondo gli investigatori, era anche un modo per affermare il dominio della gang in un territorio che il gruppo stava cercando di conquistare.
Le indagini e la posizione degli indagati
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato positivamente i nuovi arresti, sottolineando «la solidità e la profondità del lavoro investigativo svolto, frutto di un’attività paziente, scrupolosa e coordinata».






















