fbpx
Pubblicità

Una comunicazione ufficiale di Bruxelles ha reso note le linee di azione che la Commissione intende adottare in caso di ritorno dell’epidemia nel continente

 

Ancora non sappiamo come trascorreremo il prossimo autunno.

Il rischio di un ritorno in Italia dell’epidemia di Coronavirus è possibile, anche se non necessariamente probabile, e nessuno si vuole far trovare impreparato.

Pubblicità

Tanto meno l’Unione Europea, che dopo le critiche  iniziali ricevute per via dei presunti ritardi nell’erogazione degli aiuti finanziari emergenziali ai Paesi membri, si è poi sempre impegnata affinché il coordinamento, a livello comunitario, delle iniziative per il contenimento del contagio fosse efficace.

Ecco spiegata, dunque, la sollecitudine con cui Bruxelles sta predisponendo il proprio programma in vista di una futura eventuale emergenza.

Parola chiave del piano di azione delle autorità continentali è integrazione: con i governi e con i sistemi sanitari nazionali.

In particolar modo, la lista delle priorità che l’Europa si è data comprende le seguenti operazioni:

  • Aumento della copertura dei test e del tracciamento dei contatti da parte degli enti sanitari, così da disporre di mappe precise dei possibili focolai di infezione
  • Garanzie dettagliate a proposito delle reperibilità e della fornitura di medicinali e dispositivi di protezione individuale
  • Disponibilità di supporto finanziario per il sostegno ai sistemi sanitari nazionali in difficoltà
  • Attivazione di politiche sociali dedicate alle categorie più vulnerabili, tra cui le persone anziane
  • Sviluppo di campagne di vaccinazione per contenere l’influenza stagionale
Chiusura campagna vaccinale, secondo il Gen. Figliuolo avverrà entro fine settembre

Stella Kyriakides, commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, ha affermato: “Sebbene siano stati compiuti progressi notevoli dalla fase acuta della pandemia di COVID-19, il virus continua a circolare. La vigilanza, la preparazione e il coordinamento sono essenziali per prevenire focolai generalizzati. Oggi chiediamo un’azione forte e comune per proteggere i nostri cittadini e sosterremo gli Stati membri in tale impegno. È nostra responsabilità garantire di essere preparati al meglio. Non è il momento di abbassare la guardia”.

Pubblicità