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L’esecutivo assegnerà un sussidio mensile alle attività costrette alla chiusura anticipata o completa. Salta la seconda rata Imu e si allunga la cassa integrazione

 

Prosegue il nostro racconto dedicato alla cronaca delle proposte e delle misure economiche che, in queste ore, si susseguono all’indirizzo delle imprese le quali sono, o a breve saranno, costrette per legge alla sospensione o alla limitazione delle rispettive attività. Causa emergenza Coronavirus, naturalmente.

Dopo una prima rassegna offerta nella giornata di ieri, siamo oggi in grado di fornirvi nuove anticipazioni e dettagli.

L’attenzione maggiore è sugli indennizzi che saranno riconosciuti a bar, ristoranti e tutte le altre iniziative costrette a sottoporsi al coprifuoco serale.

I sussidi riconosciuti varranno sia per le attività che saranno del tutto sospese fino al 24 novembre, sia per quelle che subiranno la decurtazione dell’orario di apertura al pubblico: la grossa novità è che i fondi saranno aperti indistintamente, cioè non soltanto alle imprese in possesso di ricavi annuali entro cinque milioni di euro, come è avvenuto durante lo scorso mese di maggio.

Il tesoretto dedicato dovrebbe essere pari a 1,2 miliardi di euro è sarà in mano all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima, cui il Governo , nel frattempo, avrà comunicato i dati delle aziende interessate dalle misure del Dpcm, provvederà a effettuare il versamento del contributo previsto direttamente sul conto corrente bancario dell’impresa.

Non possiamo calcolare importi e percentuali, ma possiamo anticiparvi che, per esempio, per un bar medio, l’importo dell’aiuto si aggirerà sui duemila euro mensili; a salire per le aziende che sospenderanno i lavori.

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Sul fronte imposte, c’è poi una buona notizia: il Governo cancellerà la seconda rata Imu di dicembre, e metterà a disposizione un credito di imposta per quelle con i muri in affitto.

Le medesime aziende si vedranno prorogata la cassa integrazione per i dipendenti di ulteriori diciotto settimane nel 2021, e quelle che opteranno per tale allungamento saranno vincolate al mantenimento del blocco dei licenziamenti.

Per tutte le altre, anche quelle in possesso di ore di Cig non impiegate, via libera alla possibile risoluzione dei contratti.


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