L’effetto del nuovo Indice di calcolo dei costi e il salvataggio pubblico di alcuni istituti in difficoltà determinerà un rincaro delle spese fino a 60 euro

 

Nel 2020 il conto corrente in banca costerà di più.

È quanto emerge dalle ultime rilevazioni effettuate dalla Banca di Italia, secondo cui, nell’ultimo anno, l’indicatore del costo annuo standard di un conto bancario a uso familiare ha subito un incremento medio del 4,8%.

A determinare l’aumento delle tariffe c’è un insieme di cause: scomparsa del canone zero presso le banche online, che infatti sono state interessate da un’impennata dei prezzi fino a 60 euro annui in più, partecipazione collettiva al salvataggio di alcuni istituti in crisi, modifica dei criteri per la composizione delle voci di spesa a carico del correntista.

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L’8 gennaio scorso, infatti, la Banca di Italia ha recepito la direttiva europea 2014/92 sui conti di pagamento, secondo cui il nuovo indice di calcolo dei costi (Icc) riportato nel Documento informativo sulle spese visionabile dal cliente, comprende parecchi balzelli in più, come, per esempio, le spese di rilascio, e non più soltanto il canone, delle carte di pagamento.

Ecco dunque la classifica aggiornata delle banche tradizionali più convenienti:

  • Mps, Icc annuo pari a 92,60 euro
  • Banco Bpm, Icc annuo pari a 97,98 euro
  • Bnl, Icc annuo pari a 184 euro
  • Unicredit, Icc annuo pari a 178 euro
  • Poste, Icc annuo pari a 157,15 euro
  • Intesa, Icc annuo pari a 204,80 euro

 

Per quanto riguarda le banche online, pur a fronte del rincaro generalizzato dei canoni, restano convenienti le proposte di Banca Sella (WebSella, Icc annuo pari a 72,50 euro) e CheBanca! (conto Yellow, Icc annuo pari a 60,53 euro).

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