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Gli indici Rt rilevati lo scorso 8 gennaio segnalano una crescita generalizzata delle infezioni. In testa , tra le Regioni, Lombardia ed Emilia Romagna. I medici premono sul Governo per una stretta nel nuovo Dpcm

 

Servono regole severe e stringenti per il controllo dell’epidemia di Coronavirus.

Perciò, non aspettiamoci aperture nel Dpcm del 16 gennaio.

Dopo qualche segnale di miglioramento, che aveva fatto ben sperare prima delle vacanze natalizie, il virus infatti è tornato a mordere in Italia: dopo sei settimane, lo scorso 8 gennaio l’indice di contagio Rt è tornato sopra la soglia critica del valore 1, raggiungendo il livello medio di 1,03.

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Quel che è peggio, è che l’ascesa dura da quattro settimane consecutive, e il sistema sanitario nazionale, nuovamente in allarme, preme sul Governo affinché siano assunte misure rigorose per il contenimento della pandemia.

Verosimilmente, assisteremo a un cambio generalizzato dei colori di classificazione delle Regioni verso tonalità “scure”, con tutte le conseguenze in termini di limitazione delle attività.

Ecco, allora, una classificazione temporanea dei territori, in base al criterio dell’indice di contagio Rt rilevato dall’Istituto superiore di sanità l’8 gennaio.

Con una premessa: a oggi, la Toscana risulta la Regione più sicura d’Italia, con un Rt stabilmente inferiore a 1.

Per il resto, di seguito l’elenco, organizzato in maniera ascendente.

Rischio moderato:

  • Abruzzo (Rt 0,9)
  • Basilicata (Rt 0,83)
  • Campania (Rt 0,83)
  • Molise (Rt 1,27)
  • Sardegna (Rt 1,02)
  • Sicilia (Rt 1,04)
  • Valle d’Aosta (Rt 1,07)
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Rischio moderato tendente a sviluppi critici

  • Calabria (Rt 1,14
  • Friuli Venezia Giulia (Rt 0,91)
  • Lazio (Rt 0,98)
  • Liguria (Rt 1,02)
  • Marche (Rt 0,93)
  • Piemonte (Rt 0,95)
  • Provincia autonoma di Bolzano (Rt 0,81)
  • Provincia autonoma di Trento (Rt 0,85)
  • Puglia (Rt 1)
  • Umbria (Rt 1,01)
  • Veneto (Rt 0,97)

Rischio alto

  • Emilia-Romagna (Rt 1,05)
  • Lombardia (Rt 1,27)

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