I condomini morosi a Milano rappresentano una delle principali criticità che amministratori e proprietari si trovano ad affrontare nella gestione quotidiana degli edifici. L’aumento del costo della vita, delle spese energetiche e degli interventi di manutenzione straordinaria ha contribuito negli ultimi anni a rendere sempre più frequenti i casi di morosità condominiale, con conseguenze che possono incidere sull’intero equilibrio finanziario del condominio. Il fenomeno dei condomini morosi a Milano interessa oggi sia i grandi complessi residenziali sia gli stabili di dimensioni più contenute.
Non si tratta più di episodi isolati. Le difficoltà nel pagamento delle quote condominiali stanno diventando un fenomeno strutturale che interessa molte grandi città italiane e che, secondo le associazioni di categoria, è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni.
Condomini morosi a Milano: i dati dell’indagine ANAMMI
Un quadro significativo emerge dall’indagine condotta da ANAMMI (Associazione Nazional-europea degli Amministratori d’Immobili) e pubblicata il 24 febbraio 2025 da Idealista, sulla base di un sondaggio interno che ha coinvolto oltre 13.000 amministratori iscritti all’associazione.
Come evidenzia Idealista, che ha pubblicato i risultati dell’indagine ANAMMI, la morosità condominiale è considerata dagli amministratori uno dei problemi più rilevanti nella gestione degli edifici residenziali.
Secondo l’indagine, Milano risulta la seconda città italiana maggiormente interessata dal fenomeno delle morosità condominiali, preceduta soltanto da Roma. Nella classifica elaborata sulla base delle segnalazioni degli amministratori intervistati, Roma concentra il 22,38% dei casi rilevati, mentre Milano si colloca al secondo posto con il 9,3%, seguita da Venezia (3,9%), Firenze (3,2%) e Napoli (3,2%).
È importante precisare che questi dati non indicano che il 9,3% dei condomìni milanesi abbia un moroso, ma rappresentano il peso attribuito a Milano nella graduatoria delle città più colpite secondo il campione analizzato da ANAMMI.
Perché aumentano i condomini morosi a Milano
Le cause dell’aumento dei condomini morosi sono molteplici e spesso si intrecciano tra loro.
Negli ultimi anni molte famiglie hanno dovuto affrontare un incremento significativo delle spese legate all’abitazione. Oltre alle normali quote condominiali, numerosi edifici hanno deliberato interventi straordinari per il rifacimento delle facciate, delle coperture, degli impianti o per lavori di efficientamento energetico.
In molti casi, gli importi richiesti ai proprietari sono diventati particolarmente impegnativi, soprattutto in presenza di pensioni basse, redditi ridotti o situazioni lavorative precarie.
A ciò si aggiunge l’aumento generale del costo della vita che ha inciso sulla capacità di molte famiglie di rispettare regolarmente tutte le scadenze.
“La morosità non è più un fenomeno occasionale ma una problematica con cui molti condomìni devono confrontarsi in modo sempre più frequente. Quando i mancati pagamenti si accumulano, il rischio è che l’intero edificio ne subisca le conseguenze, dai ritardi nelle manutenzioni alle difficoltà nel sostenere le spese correnti. Per questo è fondamentale intervenire ai primi segnali di criticità e non attendere che il debito diventi difficile da recuperare”, spiega Fabio Pignataro, amministratore di condominio di CasaSi Milano.
Le previsioni degli amministratori non sono rassicuranti
L’indagine ANAMMI del 2025 evidenzia un dato che preoccupa particolarmente gli operatori del settore.
Il 66,28% degli amministratori intervistati ritiene che la morosità condominiale possa aumentare del 20% nei mesi successivi, mentre il 72,97% considera il fenomeno uno degli elementi destinati a incidere maggiormente sull’attività professionale degli amministratori e sulla gestione dei condomìni.
Si tratta di percentuali che fotografano una crescente preoccupazione all’interno della categoria e che confermano come il problema non riguardi soltanto i singoli debitori, ma l’intero sistema della gestione condominiale.
Le conseguenze dei condomini morosi per il condominio
Quando uno o più proprietari smettono di pagare le quote, le conseguenze non ricadono esclusivamente sul soggetto inadempiente. Le spese per pulizie, ascensore, energia elettrica delle parti comuni, manutenzioni, assicurazioni e fornitori continuano infatti a maturare e devono essere sostenute dal condominio.
Se i crediti non vengono recuperati tempestivamente, può verificarsi una situazione di tensione finanziaria che costringe l’amministratore a rinviare interventi programmati o a gestire difficoltà di cassa sempre più rilevanti.
Nei casi più complessi, la presenza di numerosi condomini morosi può rallentare lavori già approvati dall’assemblea e compromettere la capacità dell’edificio di garantire una corretta manutenzione delle parti comuni.
“Negli ultimi anni molti amministratori si sono trovati a gestire situazioni finanziarie più complesse rispetto al passato. Quando le morosità aumentano, non si crea soltanto un problema di recupero delle quote ma anche una difficoltà nella programmazione delle spese e nella gestione della liquidità necessaria per garantire servizi e manutenzioni. Per questo è fondamentale intervenire rapidamente e monitorare costantemente la situazione contabile del condominio”, spiega Carmine Di Filippo, commercialista specializzato in servizi fiscali per amministratori di condominio a Milano.
Condomino moroso: cosa deve fare l’amministratore
Di fronte a una situazione di insolvenza, la legge non lascia ampi margini di discrezionalità. L’articolo 1129 del Codice Civile stabilisce che l’amministratore deve attivarsi per il recupero delle somme dovute entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito è diventato esigibile, salvo espressa dispensa da parte dell’assemblea.
L’iter normalmente prevede invio di solleciti tramite raccomandata o PEC, la richiesta di decreto ingiuntivo nei confronti del condomino moroso e l’eventuale esecuzione forzata mediante pignoramento di beni, stipendi, pensioni o conti correnti. Queste attività non rappresentano una semplice facoltà dell’amministratore ma costituiscono un preciso obbligo previsto dalla normativa.
Sul tema degli obblighi previsti dalla legge nei confronti dei condomini morosi esistono diversi approfondimenti specialistici. Tra questi, LeggeCondominiale.it ha dedicato un’analisi specifica agli obblighi dell’amministratore, alle procedure di recupero del credito e alle conseguenze che possono derivare da una mancata azione nei confronti del debitore.
Per approfondire il tema è possibile consultare la guida completa: Condomini morosi: obblighi dell’amministratore e conseguenze
L’obbligo dell’amministratore di comunicare i condomini morosi
Un tema frequentemente discusso riguarda l’obbligo dell’amministratore di comunicare i condomini morosi.
L’amministratore può informare l’assemblea sulla situazione debitoria dei singoli proprietari quando tali informazioni sono necessarie alla corretta gestione del condominio. I nominativi dei morosi possono quindi essere comunicati ai condomini durante le riunioni assembleari o nell’ambito delle attività amministrative connesse alla gestione del fabbricato.
Rimane invece vietata la diffusione indiscriminata di dati personali in spazi accessibili a soggetti estranei o mediante modalità che possano ledere la dignità delle persone coinvolte.
Morosità condominiale e valore degli immobili
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda gli effetti indiretti della morosità condominiale sul mercato immobiliare.
Sempre più acquirenti richiedono informazioni sulla situazione economica del condominio prima di procedere all’acquisto di un appartamento. Un edificio caratterizzato da elevati livelli di morosità può risultare meno attrattivo e generare maggiori timori riguardo alla futura gestione delle spese comuni.
Anche per questo motivo la capacità dell’amministratore di mantenere sotto controllo il fenomeno rappresenta oggi un elemento importante nella valutazione complessiva di un immobile.
Condomini morosi a Milano: un fenomeno destinato a restare sotto osservazione
I dati diffusi nel 2025 da ANAMMI e ripresi da testate come Idealista mostrano come il tema dei condomini morosi a Milano sia destinato a rimanere al centro dell’attenzione anche nei prossimi anni.
L’aumento dei costi di gestione, le difficoltà economiche di una parte delle famiglie e la necessità di affrontare interventi sempre più onerosi stanno creando un contesto nel quale il rischio di insolvenza appare destinato a mantenersi elevato.
Per amministratori e proprietari la sfida sarà quella di intervenire tempestivamente, monitorare la situazione finanziaria degli edifici e utilizzare gli strumenti previsti dalla legge per evitare che le morosità compromettano la stabilità economica del condominio.
In una città come Milano, dove il valore degli immobili resta tra i più elevati d’Italia, una gestione efficace dei condomini morosi è diventata un elemento sempre più importante per tutelare il patrimonio immobiliare, garantire la continuità dei servizi e preservare l’equilibrio economico dei condomìni.
Sebbene il fenomeno sia considerato in crescita dagli operatori del settore, è opportuno ricordare che non esistono attualmente dati pubblici ufficiali aggiornati al 2026 sulla morosità condominiale a Milano. Le stime oggi disponibili provengono principalmente da indagini e monitoraggi realizzati dalle associazioni di categoria degli amministratori di condominio.






















