Concerto Bad Bunny a Milano, il concerto finisce nel caos: rimborsi confermati, ma è polemica sull’Ippodromo
Doveva essere la festa dell’estate milanese, si è trasformata in una notte di caos e polemiche. Il secondo concerto di Bad Bunny, sabato 18 luglio all’Ippodromo Snai La Maura davanti a circa 80mila spettatori, è stato prima sospeso e poi cancellato definitivamente per la violenta grandinata e le raffiche di vento piombate sulla città nel bel mezzo dello show.
Ma è quello che è successo dopo, più ancora dell’annullamento in sé, a far esplodere il caso: centinaia di spettatori denunciano sui social un’evacuazione nel panico più totale, nessuna indicazione da parte della sicurezza e puntano il dito contro l’Ippodromo stesso, location già finita nel mirino delle polemiche in passato e giudicata da molti non idonea a reggere eventi di queste dimensioni.
Grandine sul concerto di Bad Bunny a Milano
Il live di Bad Bunny a Milano, seconda e ultima data italiana del Debí Tirar Más Fotos World Tour dell’artista portoricano, procedeva senza intoppi quando, dopo appena sei brani, il cielo si è aperto all’improvviso. Il primo annuncio dagli altoparlanti chiedeva al pubblico di restare fermo e attendere una decina di minuti; ma con il temporale che peggiorava di minuto in minuto è scattato l’ordine di evacuare verso le uscite di sicurezza.
Alcuni spettatori sono rimasti feriti alla testa dai chicchi di grandine e sono stati soccorsi dal personale del 118, mentre i vigili del fuoco hanno coordinato il deflusso della folla. A peggiorare la serata anche la chiusura anticipata della fermata della metropolitana Uruguay (linea rossa M1), che ha riversato migliaia di persone verso Lampugnano tra mezzi pubblici in tilt e strade allagate.
Il rimborso di Live Nation: niente data di recupero
La mattina di domenica 19 luglio è arrivata la doccia fredda per i fan di Bad Bunny presenti alla seconda data di Milano: Live Nation, promoter dell’evento, ha diffuso un comunicato ufficiale in cui conferma che il concerto non si recupererà in nessuna forma. L’azienda ha spiegato di aver valutato ogni strada possibile per riprogrammare la data, senza però riuscire a trovare una soluzione percorribile. Nella nota, Live Nation ribadisce che la sicurezza del pubblico è sempre la priorità assoluta e si scusa per il disagio causato, annunciando il rimborso integrale del biglietto — prezzo pieno più diritti di prevendita — per tutti i possessori dei tagliandi, con dettagli operativi in arrivo nei prossimi giorni. Una doccia fredda, perché tanti fan avrebbero preferito rinunciare al rimborso pur di vedere recuperata la data.
L’Ippodromo SNAI La Maura nel mirino: non è la prima volta
Sui social la reazione dei fan è stata durissima, e riguarda soprattutto la gestione della sicurezza durante l’evacuazione. In molti raccontano di essersi ritrovati nel panico più totale, tra persone che correvano sotto la pioggia battente e chicchi di grandine enormi, senza alcun punto di riferimento: c’è chi scrive che a mantenere la calma e trovare da soli la via d’uscita siano stati gli stessi 80mila spettatori, non certo il personale di sicurezza. Diversi commenti raccontano di essersi rifugiati come potevano tra bagni chimici, reti di protezione e fango, in attesa che la grandinata si esaurisse.
Non è la prima volta che l’Ippodromo Snai La Maura finisce sotto accusa. Appena un mese prima, il concerto di Cesare Cremonini, sempre da 80mila spettatori, aveva già acceso la miccia delle polemiche: fan bloccati fuori dai cancelli con lo show già iniziato, problemi di acustica e visibilità dagli schermi, e soprattutto la protesta dei residenti del quartiere per auto parcheggiate ovunque, aree verdi danneggiate e traffico in tilt per ore.
Concerti all’Ippodromo: location inadeguata?
Sul caso era intervenuta anche la politica locale, con la presidente del Municipio 8 Giulia Pelucchi e il consigliere Enrico Fedrighini, che avevano chiesto un tetto massimo di pubblico per i mega eventi ospitati nell’area, ritenuta da una parte della città un impianto in mezzo a una zona residenziale mai pensato per reggere concerti da decine di migliaia di persone. Con il caso Bad Bunny, quello della sicurezza e dell’idoneità dell’Ippodromo a ospitare eventi di queste dimensioni torna quindi a essere un nodo aperto, destinato probabilmente a riaccendersi alla prossima data da tutto esaurito.






















