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Comparatori? Servono a risparmiare, ma anche a tenere d’occhio la concorrenza

da | 17 Lug 2023 | Marketing-Web

I comparatori di prezzo sono diventati alleati importanti dei consumatori, sia di quelli che amano comprare su Internet che di quelli che continuano a preferire lo shopping in loco.

Ormai i portali di comparazione si sono evoluti e moltiplicati, tanto che non manca di trovare online anche un “comparatore dei comparatori”, ovvero chi testa i servizi di confronto di prezzi e tariffe e, in qualche modo, li recensisce.

Ad oggi più del 90 per cento dei consumatori che cercano informazioni su merci e servizi online usa i comparatori per trovare sconti, occasioni, offerte aggiornate.

Nel caso di beni di largo consumo e di marche specifiche, che siano di cosmetici, di food o di abbigliamento, la comparazione aiuta a orientarsi tra marketplace e siti di e-commerce: in modo schematico questi motori di ricerca tipo Trovaprezzi o Google Shopping scandagliano la Rete e sintetizzano le soluzioni più economiche tra quelle indicizzate. Il risparmio di tempo, oltre che di denaro, è garantito.

 

Tipologie di comparatori: non solo il miglior prezzo

La prima idea che si associa a una piattaforma di comparazione è quella di un servizio di “search” che schematizza le offerte in vigore al momento della ricerca.

Questo è, di fatto, il motivo per cui sono nati i comparatori di negozi online ma anche alcune app come Doveconviene, che catalogano volantini di prodotti che spaziano dall’elettronica ai beni per la casa, passando per i supermercati del canale fisico.

Con i nuovi bisogni degli acquirenti del web si sono però evoluti anche i portali di comparazione, ora forti di nuove utilità e funzionalità. Alcuni compara-prezzi assumono ad esempio la natura di aggregatori di offerte tramite una struttura che prevede l’affiliazione delle aziende di vari settori, come nel caso di Twenga: si tratta del cosiddetto “affiliate marketing”, che scatena la competizione tra imprese telematiche, con uno sguardo al risparmio finale. Altri comparatori, come ad esempio Bestshopping, offrono invece un risparmio sul risparmio, grazie a programmi cashback di rimborso.

Nel caso dei servizi digitali, i comparatori non solo catalogano i siti più convenienti per un dato servizio, che sia un taxi, un treno, un autobus o magari un food delivery, ma aggiungono anche altre informazioni importanti. Ci sono, ad esempio, i compara prezzi delle aziende fornitrici di energia elettrica, che si trasformano in intermediari con gli erogatori, e aiutano l’utente nelle attivazioni, nelle volture, etc.

Ci sono poi quelli che forniscono recensioni di servizi digitali più complessi e ad alta concorrenzialità, con uno sguardo al funzionamento delle piattaforme, ma anche a offerte e sconti attivi in un dato momento: è il caso, ad esempio, dei comparatori di pay tv on demand, banche, assicurazioni oppure, come si vede da questa lista di Affidabile, dei concessionari del gioco legale a distanza, con informazioni tanto sui bonus senza deposito che sui metodi di pagamento, passando per l’help desk.

Anche chi cerca informazioni e costi di servizi come, ad esempio, il trading online o il mercato delle criptovalute, ormai trova nei comparatori dei validissimi portali di riferimento, con indicazioni su costi, vantaggi, svantaggi, e con consigli per mettere a confronto i vari operatori del settore. Non si può inoltre non menzionare le piattaforme di comparazione del comparto dei viaggi, che ormai, da Trivago a TripAdvisor, sono diventate quasi delle agenzie di travel, con offerte di combinazioni tipo volo+hotel+taxi o di occasioni last minute, con tanto di countdown e/o possibilità di disdetta della prenotazione.

I comparatori per le aziende: il monitoraggio

E-commerce, però, vuol dire anche concorrenza e competitività, se ci si pone dal lato delle aziende che operano online. Uno dei modi che le imprese hanno per emergere tra la lista dei risultati di ricerca è quello di adottare strategie di SEO e link building adeguate, perché le prime pagine che compaiono nelle schermate degli utenti sono anche quelle che generano maggiori click. Cliccare su una pagina, certo, non vuol dire acquistare, ma si tratta di un primo step importante verso la conversione dell’utente in visitatore, salvo poi che questo si traduca anche in un passaggio da visitatore a reale acquirente.

Il prezzo, molte volte, specialmente se si è alla ricerca di un prodotto specifico, oppure se si cerca un bene o un servizio generico, ma comunque a costo contenuto, può fare davvero la differenza nell’acquisizione di nuovi clienti.

Ecco dunque che, oltre ai cosiddetti tool per analizzare i competitor, anche i comparatori si rivelano molto vantaggiosi per i negozi online e per le aziende: prima di tutto perché la consultazione dei compara-prezzi di beni simili a quelli venduti da una data impresa permette di capire se si può lavorare ancora su politiche di pricing più concorrenziali ed attrattive.

Il fatto che poi alcune piattaforme di comparazione non siano puri motori di ricerca, ma servizi a cui affiliarsi per promuovere le proprie offerte e ottenere vetrine all’interno di siti ad alto traffico, sostiene ancora di più le imprese che non vogliono lasciarsi sfuggire nessuna occasione di aumento della competitività di settore.

I prezzi, infatti, online possono oscillare diverse volte al giorno, adattandosi alle richieste e all’andamento dei mercati: secondo Business Insider il marketplace Amazon cambia i prezzi attuati anche più di 2 milioni di volte al giorno.

Spiare i competitor dai portali di comparazione può essere utile, ma non è la soluzione definitiva: una volta individuato il proprio posizionamento e la propria nicchia, un sostegno importante, per l’e-commerce, nel generare traffico da trasformare in clientela può derivare proprio dalle affiliazioni varie piattaforme, da quelle che offrono codici sconto a quelle di couponing. Tutto, come si è detto, a partire dall’identità e dalla natura dell’impresa che vuole crescere sul web.