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Come funziona Clubhouse? Quali sono le sue caratteristiche? In merito alla Privacy è sicuro? Gli elementi del social audio valutati da Annalisa Vicari

 

Cos’è Clubhouse?

Clubhouse è un social network nato a fine marzo 2020 in Texas, basato unicamente sull’audio, inizialmente disponibile come app solo per iOS ed ora anche per Android, a cui si può accedere esclusivamente con invito.

Da qualche settimana c’è una corsa a Clubhouse, un Hype che ha dell’incredibile e vorrei analizzare con voi questo fenomeno social-e perché credo sia fondamentale affrontare questi eventi digitali con la giusta consapevolezza.

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Come funziona Clubhouse?

Per entrare nel Club(house) occorre ricevere un invito e registrarsi. Una volta creato l’account si entra molto semplicemente nel vortice delle Rooms in cui si può diventare utenti attivi ed interagire con la propria voce.

Per farlo è necessario cliccare il pulsante che rappresenta l’alzata di mano affinché il proprietario della room, nonché moderatore, possa concedere il permesso di intervenire. In maniera passiva è anche possibile spostarsi tra una room e l’altra per ascoltare ciò che viene detto.

Ogni utente può inoltre creare la propria Room che può essere Open, Social o Closed.

Come si evince facilmente dai vocaboli, la Room Open è aperta a tutti i membri del social, la Room Social è aperta ai contatti di chi l’ha aperta e la Room Closed è aperta solo alle persone che vengono invitate singolarmente dal proprietario della Room.

 

Che caratteristiche occorrono per immergersi in Clubhouse?

Come ogni Social Network anche Clubhouse non è adatto a tutti, ma ad un pubblico di utenti che ha una buona predisposizione all’ascolto e che predilige la modalità di interazione composta solo da audio.

Altro punto non trascurabile per farne un uso corretto è il tempo! Ebbene sì, se non ci avevate ancora pensato, occorre impiegare un quantitativo di tempo non indifferente per ascoltare e interagire in modo corretto; sappiamo bene che una parola tira l’altra, quindi è molto difficile rispettare i paletti che possiamo porci.

Un esempio esplicativo per spiegarmi meglio: decido di dedicare quindici minuti a Clubhouse per “vedere” chi c’è e di cosa si parla nelle room, poi vengo attratta da un argomento interessante e che voglio approfondire, magari decidendo di dare la mia opinione in tema e i quindici minuti che mi ero prefissata diventano ore.

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Quali sono le novità esclusive di Clubhouse?

Per la prima volta ci troviamo di fronte a un Social Network che si basa esclusivamente sull’utilizzo della nostra voce, unica e riconoscibile, senza la necessità di mostrarci anche in video. Possiamo parlare o ascoltare personaggi del calibro di Elon Mask, oltre a diversi illustri, anche italiani, che ci sono sempre apparsi irraggiungibili.

Essendo solamente audio, è molto semplice prendere la parola anche per le persone più timide, questo perché psicologicamente riescono a far crollare il problema di non sentirsi all’altezza di chi si ha di fronte.

Le conversazioni avvengono in real time, al contrario dei tanto odiati vocali, che prevedono prima l’ascolto e poi in un secondo momento la risposta: su Clubhouse possiamo parlare con sconosciuti come se fossimo al bar.

Clubhouse sembra quindi un sogno che si avvera, ma dai sogni ci si sveglia sempre e quindi, dopo la bellezza di questo social, mi tocca svegliarvi e mostrarvi i problemi tecnici dell’app e di un ecosistema basato solo su chat vocali.

 

Problemi tecnici e legali di Clubhouse

L’app Clubhouse evidenzia molti problemi tecnici e legali, specie per quanto riguarda le normative dell’Unione Europea in materia digitale.

Il primo grave problema riguarda la Privacy inesistente, nonostante il recente caso che ha coinvolto il Garante della Privacy italiano nell’intimare Tik Tok in alcune priorità che vi racconterò in un altro post.

Non ho sbagliato vocabolo scrivendo “inesistente”, attenzione! Al contrario delle altre app presenti nel panorama di Apple Store, Clubhouse al momento dell’iscrizione ha un’informativa che parla di profilazione dei dati, ma non spiega in alcun modo che utilizzo ne verrà fatto e questo è contrario sia alla normativa europea (GDPR), sia a quella del Californiana dove ha sede legale. Questo non è solo un problema tecnico, ma di liceità della stessa app. Per quanto riguarda i minori di 18 anni, l’app dichiara soltanto che non possono entrare a far parte della community, ma senza alcuna verifica.

Tutto ciò si traduce in un’accettazione completa delle condizioni (sconosciute) del trattamento dei dati personali, inclusi tutti quelli all’interno di ogni singolo iPhone o iPad, pena l’impossibilità di iscriversi a Clubhouse.

L’altro problema che si palesa immediatamente è che non esiste moderazione dei contenuti da parte della piattaforma. L’unica moderazione esistente è a carico di chi decide di aprire una Room.

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Possiamo solo immaginare quali problemi potrebbero insorgere, sempre che non siano già avvenuti, in materia di incitazione e violenza all’odio ed altri mille delitti simili, essendo appunto problemi fortemente sentiti che cercano il modo di introdursi nelle piattaforme social.

Provate a pensare come un’Intelligenza artificiale o un team di persone potrebbero intervenire per analizzare e bloccare milioni di comunicazioni real time. Riuscite a immaginare come possano fare? Io proprio no.

Ciliegina sulla torta: di recente ho appreso che si è creato un mercato nero online che mette in vendita gli inviti a Clubhouse, con importi che variano da un importo minimo di 30$ a un massimo di 80$.

 

Conclusioni

Siamo nel 2021 e i Social Network non sono più una novità: abbiamo avuto modo di vederne affondare più di uno e il sistema di iscrizione su inviti risale a quasi dieci anni fa esatti, quando il 28 giugno 2011 venne lanciato Google Plus che chiuse i battenti i primi di aprile 2019.

Il social del futuro non esiste! Stiamo semplicemente assistendo alla nascita di altri Social Network che cercano di accattivarsi la nostra presenza in base all’evoluzione umana.

Esistevano già i social con contenuti scritti, visual e video, quindi Clubhouse gioca sul nuovo trend delle chat vocali. Sono estremamente curiosa e son sempre la prima a seguire tutti gli aggiornamenti in ambito digitale perché credo fermamente che ogni social abbia le sue peculiarità e possa essere più o meno idoneo per alcuni brand piuttosto che altri, ma non mi getto mai a pesce senza informarmi prima delle caratteristiche.

La mia esperienza mi impedisce di agire senza cognizione di causa avendo capito quanto siano importanti i nostri dati personali e sensibili.

Concludo consigliandovi di non cedere alla curiosità del momento, ma di assumervi la responsabilità delle vostre azioni, agendo con consapevolezza in questo mondo che corre velocissimo, per non incappare in azioni da cui non si può tornare indietro.

Annalisa Vicari
Social Media Manager | Facebook Ads Expert | Digital Strategist | Consulente
Email: annalisavicari@gmail.com
Web: www.annalisavicari.it

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