Cinema Imax a Milano: dove vedere Odissea di Christopher Nolan? Tra posti esauriti e alternative.
C’è un motivo se in questi giorni mezza Milano cinefila sta studiando gli orari di proiezione dei cinema Imax come fossero coincidenze aeree: Odissea, il nuovo kolossal di Christopher Nolan con Matt Damon nei panni di Ulisse, è il primo film della storia girato interamente con cineprese Imax a pellicola, e vederlo nel formato pensato dal regista è diventata una piccola impresa anche per chi vive in una grande città come Milano.
Perché Nolan ha girato tutta “Odissea” in Imax 70mm
La tecnologia Imax, che sta per Image Maximum, punta a spingere al massimo la qualità dell’immagine: al posto della pellicola tradizionale da 35mm, usa un nastro da 65mm che scorre orizzontalmente nella cinepresa, con 15 perforazioni per fotogramma invece delle 4 standard. Il risultato è un fotogramma enorme, circa nove volte più grande di quello di un film normale, capace di restituire una definizione stimata fino a 18K, molto oltre quanto qualsiasi proiettore digitale in commercio possa offrire oggi.
Nolan aveva già usato singole scene in Imax in film come Interstellar o Tenet, ma con Odissea ha scelto per la prima volta di girare così l’intero film, dalla prima all’ultima inquadratura: una sfida tecnica enorme, dato che le cineprese Imax pesano fino a 270 chili e richiedono diverse persone solo per essere gestite sul set.
Per ottenere immagini il più possibile autentiche, il regista ha girato quasi tutto in location reali — tra Sicilia, Peloponneso, Marocco, Scozia e Islanda — coinvolgendo marinai veri per ricostruire la flotta di Ulisse, invece di affidarsi a teatri di posa e effetti digitali.
Imax: il problema è il proiettore, non il film
Se la tecnologia è così superiore, perché così pochi cinema possono davvero mostrarla? Il nodo non è la domanda del pubblico, ma l’hardware: da circa cinquant’anni non si producono più proiettori Imax per pellicola, e le sale che ancora li possiedono devono arrangiarsi con macchinari d’epoca, recuperati e rimessi a nuovo pezzo per pezzo. Nel mondo, secondo quanto riporta il Guardian, sono rimaste appena 41 sale attrezzate per proiettare Odissea in vero Imax 70mm: 25 negli Stati Uniti, 7 in Europa (tra cui il BFI Imax di Londra e l’Imax del Palac Flora di Praga), e in Italia nemmeno una. Chi vuole vivere il film esattamente come lo ha girato Nolan deve quindi mettere in conto un viaggio all’estero — c’è chi lo ha già fatto, prenotando voli pur di non perdere la prima proiezione in formato originale.
Cinema Imax a Milano: Notorious a Sesto San Giovanni, ma è tutto esaurito
In città, l’unica sala Imax dell’area metropolitana milanese è quella di Notorious Cinemas Sesto San Giovanni, all’interno del Centro Sarca: qui il film si vede in Imax digitale, con schermo maggiorato e audio immersivo, ma non sulla vera pellicola. È comunque l’esperienza più vicina disponibile in zona: il problema è che al momento tutti gli spettacoli registrano il tutto esaurito nei primi giorni di programmazione. Le altre sale Imax italiane si trovano a Orio al Serio, Verona, Firenze, Genova, Roma e Afragola: nessuna, va detto, proietta la pellicola 70mm, perché sono tutte digitali.
L’alternativa: vero 70mm solo a Melzo
C’è però un’alternativa che gli appassionati milanesi conoscono bene: l’Arcadia Cinema di Melzo, in provincia di Milano, dove la Sala Energia proietta Odissea nel formato 70mm su vera pellicola, in italiano e in versione originale sottotitolata. Non è Imax — il fotogramma non ha lo stesso orientamento verticale né le stesse proporzioni — ma resta il supporto fisico più simile a quello usato sul set, capace di restituire una risoluzione doppia rispetto al normale 35mm. In tutta Italia sono solo cinque le sale in grado di offrire questa proiezione: oltre a Melzo, il Quattro Fontane di Roma, il Lumière di Bologna, il Metropolitan di Napoli e il Cinergia di Conegliano (TV).
Anche qui la richiesta è altissima: il cinema ha già ampliato la programmazione con nuovi spettacoli, comprese proiezioni mattutine nel weekend, per rispondere alla fila di chi vuole vivere l’Odissea così come Nolan l’ha immaginata — o quantomeno, nel modo più vicino possibile che l’Italia possa offrire.
























