Lunedì sera difficile per centinaia di lavoratori e imprenditori milanesi, rimasti intrappolati nel traffico o bloccati nei mezzi pubblici a causa delle tensioni scoppiate in centro città. Intorno alle 18.20 di lunedì 13 ottobre, quando il Consiglio comunale ha deciso di non interrompere il gemellaggio con Tel Aviv, la protesta di un gruppo di attivisti pro-Palestina è degenerata davanti a Palazzo Marino, provocando momenti di caos e rallentamenti in tutta la zona.
Caos nel cuore della città
Mentre molti milanesi stavano terminando la giornata di lavoro, piazza Scala e le vie limitrofe sono diventate teatro di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Gli attivisti hanno tentato di forzare l’ingresso del Comune rimuovendo le transenne, ma sono stati respinti dalla polizia in assetto antisommossa. Ne è seguito un breve tafferuglio, durante il quale un agente è rimasto ferito a una mano.
Le tensioni hanno costretto la chiusura temporanea di alcune strade e la deviazione di tram e autobus, in particolare tra piazza San Babila, corso Venezia e corso Buenos Aires, proprio nell’orario di punta serale.
Un rientro complicato per molti milanesi
Molti pendolari hanno raccontato di aver impiegato più di un’ora per percorrere pochi chilometri. I taxi erano introvabili e i mezzi ATM viaggiavano a rilento. Anche diversi imprenditori, diretti verso le periferie o l’hinterland dopo gli appuntamenti di fine giornata, hanno segnalato blocchi improvvisi e ingorghi prolungati.
«Ero in centro per una riunione – racconta un commerciante – e per tornare verso Porta Venezia ci ho messo più di 45 minuti. La zona era completamente congestionata».
Corteo fino a Loreto
Dopo gli scontri iniziali, circa duemila manifestanti si sono mossi in corteo da largo Raffaele Mattioni fino a piazzale Loreto, attraversando le principali arterie commerciali della città. Un percorso che ha ulteriormente aggravato la circolazione, già rallentata dal maltempo e dai lavori in corso in alcune vie centrali.
La decisione del Consiglio comunale
All’origine delle tensioni, la mozione presentata per chiedere la sospensione del gemellaggio con Tel Aviv, bocciata con 21 voti contrari, nove favorevoli e sei astenuti. Il sindaco Beppe Sala, intervenuto in mattinata, aveva invitato alla prudenza:
“Ciò che ha fatto il governo Netanyahu è ignobile, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Conosco bene il sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, che è da sempre un oppositore di Netanyahu e guida la città con politiche socialmente molto aperte.”
Tra tensione politica e disagio urbano
Mentre la discussione politica continua, resta il tema della gestione dell’ordine pubblico e della mobilità in una città già fortemente stressata dal traffico e dai cantieri. Ogni nuova manifestazione in centro si traduce in ritardi, deviazioni e difficoltà logistiche per chi vive o lavora a Milano.
Un problema che si ripete con crescente frequenza e che molti cittadini chiedono di affrontare con maggiore programmazione e attenzione alle esigenze quotidiane di chi, dopo una lunga giornata di lavoro, desidera soltanto tornare a casa senza restare bloccato in mezzo al caos.






















