Cedolare secca affitti brevi a Milano, cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026

da | 23 Ott 2025 | Edilizia

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La nuova Legge di Bilancio 2026 ha ottenuto la “bollinatura” della Ragioneria di Stato, che certifica la copertura finanziaria delle misure approvate dal Consiglio dei Ministri. Si tratta di un passaggio fondamentale che conferma l’impianto economico della manovra, all’interno della quale spicca il tema della cedolare secca sugli affitti brevi a Milano, una delle questioni più discusse per il suo impatto diretto sul mercato immobiliare urbano. Il dibattito politico rimane acceso, con divisioni nella maggioranza e la protesta dei sindacati pronta a riaccendersi nelle prossime settimane.

Cedolare secca affitti brevi a Milano: confermata al 21%, ma non per tutti

Uno dei punti più discussi riguarda gli affitti brevi a Milano e nelle altre grandi città italiane. Inizialmente la bozza di manovra prevedeva un aumento della cedolare secca dal 21% al 26%, ma la Ragioneria di Stato ha rivisto il testo, limitando il rincaro solo ai proprietari che non utilizzano piattaforme di intermediazione come Airbnb, Booking o analoghi portali digitali.

In pratica, la cedolare secca resta al 21% per chi gestisce gli affitti tramite canali ufficiali di intermediazione, mentre salirà al 26% per chi affitta direttamente, senza utilizzare queste piattaforme. Secondo le stime tecniche, la misura riguarda un numero limitato di contribuenti, ma il dibattito resta acceso.

Il malcontento di Confedilizia e le divisioni politiche

L’associazione dei proprietari immobiliari Confedilizia, attraverso il presidente Giorgio Spaziani Testa, ha espresso forte contrarietà alla misura, chiedendo la cancellazione totale dell’aumento. Anche parte della maggioranza, in particolare Forza Italia e Lega, si è detta pronta a presentare emendamenti correttivi per mantenere un regime fiscale stabile e competitivo per chi affitta a breve termine.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, tuttavia, ha difeso la linea del governo, spiegando che l’obiettivo è contenere l’espansione degli affitti brevi, soprattutto nelle grandi città come Milano, dove la crescente domanda turistica riduce la disponibilità di alloggi per i residenti.

Affitti brevi a Milano: impatto e prospettive

A Milano, la capitale italiana degli affitti turistici brevi, la norma sulla cedolare secca potrebbe incidere in modo significativo sul mercato immobiliare. Negli ultimi anni la domanda di locazioni a breve termine è aumentata, spinta da turismo, eventi e smart working. Tuttavia, l’aumento dei canoni e la riduzione delle locazioni a lungo termine hanno portato il Comune e le associazioni di categoria a chiedere una regolamentazione più equilibrata.

La misura punta a riequilibrare il mercato, favorendo la trasparenza e contrastando la gestione irregolare degli immobili. Tuttavia, molti operatori temono un effetto disincentivo sugli investimenti e una riduzione dell’offerta di alloggi turistici.

Le altre misure della manovra 2026

Oltre alla cedolare secca sugli affitti brevi, la manovra 2026 introduce diverse novità fiscali e contributive. Tra queste figurano la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali 2026–2027 per i lavoratori con redditi inferiori a 28.000 euro, la conferma delle agevolazioni su straordinari e lavoro festivo, e l’innalzamento a 10 euro della deduzione per i buoni pasto.

Restano inoltre il contributo straordinario al sistema bancario, stimato in circa 4 miliardi di euro, e la riduzione del fondo per il cinema e l’audiovisivo, che dal 2027 sarà fissato a 500 milioni annui.

Conclusioni

La cedolare secca sugli affitti brevi a Milano resta al 21% per la maggior parte dei proprietari, ma la distinzione tra chi utilizza e chi non utilizza piattaforme digitali apre nuovi scenari per il mercato immobiliare urbano. La misura si inserisce in una manovra economica 2026 complessa, segnata da equilibri delicati tra esigenze di bilancio, sviluppo turistico e diritto alla casa.


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