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I consulenti del lavoro spiegano perché i pagamenti della cassa integrazione non arrivano e chiedono flessibilità all’INPS

 

Molti dipendenti ancora non sono riusciti ad ottenere, da marzo, quanto promesso per la cassa integrazione oppure non hanno ricevuto le mensilità successive.

I consulenti del lavoro, che spesso hanno segnalato le criticità della gestione dall’inizio dell’emergenza sanitaria, intendono fare luce sul ritardo da parte dell’INPS nell’erogare le casse integrazioni: si tratta di un problema tecnico tra datori di lavoro e INPS, la quale respinge le domande di cassa integrazione con anticipo.

I datori di lavoro, dopo aver richiesto le prime 9 settimane di cassa integrazione, possono richiederne altre 5 per un totale di 14 settimane. Successivamente possono richiedere le ulteriori 4 settimane per un periodo comunque non superiore alle 18 settimane.

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Sembra che i datori di lavoro escludano nella richiesta delle settimane di cassa integrazione le domeniche, essendo giorni festivi, portando l’INPS a calcolare dei giorni residui, dichiarando che le settimane non risultano completate.

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I consulenti del lavoro, per una difficile interpretazione della norma, chiedono pertanto una maggiore flessibilità da parte dell’INPS, vista l’urgente necessità per le aziende e per i lavoratori dettata dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus.

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