Gli ultimi dati forniti dalle associazioni di categoria certificano una situazione sfavorevole per chi intende comprare: prezzi su fino al 6,8% e richiesta impazzita di bilocali

 

Domanda alle stelle e offerta in calo.

È la fotografia dell’attuale stato del mercato immobiliare milanese, segnato da un divario di ben venti punti percentuali tra le case in vendita e le case richieste.

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dalla Federazione Italiana mediatori agenti d’affari (Fimaa) di Milano, Lodi, Monza e Brianza, infatti, questo è un momento d’oro per chi sceglie di vendere, e di estrema difficoltà per chi, invece, intende comprare.

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Non solo perché, nell’ultimo anno, i prezzi sono aumentati del 5,8% per quanto riguarda le abitazioni di nuova costruzione e del 6,8% per quanto riguarda quelle esistenti, ma anche perché, date le previsioni, le tariffe non scenderanno a breve: entro quattro anni l’offerta di case disponibili si esaurirà, cosicché l’apertura di eventuali nuovi cantieri non determinerà una bolla speculativa, il timore della quale potrebbe indurre un riequilibrio dei prezzi.

Nel dettaglio, ad andare per la maggiore sono i bilocali, che attraggono ben il 63% della domanda. A seguire i trilocali (28%) e i monolocali (27%).

Il 25% delle transazioni effettuate, inoltre, risulta essere stato eseguito non per un impiego immediato, ma per investimento.

Vincenzo Albanese, presidente di Fimaa, non si stupisce: “Il ritorno dell’investimento nel mattone è la conseguenza diretta di soluzioni alternative agli investimenti finanziari classici, che oggi non garantiscono più rendimenti elevati come in passato. Un bilocale o un monolocale acquistati in una zona non centralissima ma ben collegata possono portare fino a un rendimento del 5% al lordo delle imposte; un affitto a lungo termine del 3%

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