In Lombardia il caro spesa non è più un’emergenza temporanea, ma una pressione strutturale sui bilanci delle famiglie. A denunciarlo è CODICI Lombardia, che accende i riflettori sull’aumento dei prezzi alimentari e sulle responsabilità lungo la filiera della grande distribuzione.
LA FOTOGRAFIA DELL’AUMENTO DEI PREZZI
Secondo i dati ISTAT, tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei beni alimentari sono cresciuti in media del 24,9%, con picchi su prodotti di uso quotidiano: riso +46%, olio di oliva +51%, burro +50%, caffè +51%, uova +35%, patate +36%. Rincari che, in una Regione dove il costo della vita è già tra i più alti d’Italia, si traducono in una riduzione concreta del potere d’acquisto e in un cambiamento forzato delle abitudini di consumo.
L’INDAGINE ANTITRUST
In questo scenario si inserisce l’indagine avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla Grande Distribuzione Organizzata, finalizzata a chiarire come si formano i prezzi e come vengono ripartiti gli utili nella filiera agroalimentare. Un passaggio importante, ma con tempi lunghi: la conclusione è prevista entro il 31 dicembre 2026.
“L’aumento dei prezzi non può essere liquidato come una semplice conseguenza dell’inflazione – dichiara Davide Zanon, Segretario Regionale di CODICI Lombardia – Da troppo tempo esiste uno squilibrio tra ciò che pagano i consumatori e ciò che viene riconosciuto a produttori e fornitori. È una distorsione che impoverisce le famiglie e mette sotto pressione l’intero sistema”.
LE RICHIESTE A REGIONE LOMBARDIA
Per l’associazione dei consumatori, le recenti prese di posizione di esponenti della Giunta regionale sul caro vita devono tradursi in misure immediate e verificabili:
- monitoraggio costante dei prezzi,
- maggiore trasparenza nella filiera,
- rafforzamento degli strumenti di tutela per i cittadini.
“Regione Lombardia non può limitarsi agli annunci – prosegue Zanon – Servono controlli sistematici, dati pubblici e un tavolo permanente di confronto con la grande distribuzione. Il contenimento del caro spesa non può dipendere solo dalla capacità dei cittadini di inseguire sconti e promozioni”.
IL VADEMECUM PER I CONSUMATORI
In attesa di interventi strutturali, CODICI invita i consumatori a difendersi con scelte consapevoli:
- verificare sempre il prezzo al chilo o al litro,
- fare attenzione alla shrinkflation (la pratica commerciale in cui le aziende riducono le dimensioni, il peso o la quantità di un prodotto, mantenendo invariato il prezzo di vendita),
- utilizzare le promozioni con criterio,
- valutare i prodotti a marchio del distributore e ridurre gli sprechi domestici.
“L’accesso a un’alimentazione di qualità a prezzi sostenibili è un diritto, non un lusso – conclude Zanon – Senza un’assunzione di responsabilità lungo tutta la filiera e senza un ruolo attivo della Regione, il rischio è che il caro vita diventi la nuova normalità per le famiglie lombarde”.
























