Con una disponibilità di circa 4500 alloggi e punte massime per il canone di 1200 euro mensili, nella giunta c’è chi pensa a regolamentare l’effetto “lievitante” delle piattaforme di prenotazione case online

 

Non esiste lontanamente l’idea di imporre qualcosa rispetto a regole che governano il libero mercato”.

Si è espresso così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a proposito della proposta che in questi giorni sta circolando in città e che riguarda l’eventualità di stabilire un tetto ai pernottamenti massimi possibili presso gli appartamenti affittati su Airbnb.

In realtà, l’idea di regolamentare le locazioni brevi effettuate attraverso le piattaforme di prenotazione online è emersa dalle fila della stessa giunta comunale.

È stata infatti l’assessore al Turismo, Roberta Guarnieri, ad aprire un tavolo di confronto con i propri omologhi di Firenze e di Roma e a sollecitare il Governo affinché assuma provvedimenti che allineino le nostre città ai modelli di Londra, Amsterdam e Parigi, dove i pernottamenti massimi presso le strutture Airbnb sono, rispettivamente, di 90, 30 e 120 giorni.

Obiettivo delle misure, laddove esistono in Europa e per chi, in Italia, vorrebbe adottarle, è la limitazione per legge degli affitti brevi, così da aumentare la disponibilità di alloggi da destinare alle classiche locazioni a lungo termine e ottenere un abbassamento dei canoni.

Il vero problema, dunque, è la scarsità di immobili in affitto, ed è per questo che il sindaco, in disaccordo sia con la Cgil, che invoca una stretta immediata sui siti di prenotazione, sia con il centrodestra, che ha alzato le barricate in difesa della libera iniziativa commerciale, ha invitato a “trovare formule collaborative, che non danneggino il libero mercato ma che tengano conto di un tema, quello degli affitti, molto importante a Milano”.

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In effetti, attualmente trovare una casa in affitto a Milano non è semplice.

Secondo un rapporto fornito dall’agenzia Tecnocasa e riferito all’andamento del mercato immobiliare a Milano, Roma e Napoli, l’ostacolo più considerevole è dato dal prezzo del canone: qui, purtroppo, la nostra città gode di un triste primato, su tutti i possibili fronti.

Infatti, nel primo semestre del 2019 risultano cresciuti, in un anno, i costi di monolocali (+6,1%) bilocali (4,2%) e trilocali (+5,3%).

Su un totale di circa 4.500 appartamenti disponibili per la locazione in città, questa è la lista aggiornata dei prezzi mensili per un bilocale, suddivisa per macro zone:

  • Montenero, 1250 euro
  • De Angeli, 900 euro
  • Lorenteggio, 800 euro
  • Parco Solari, 900 euro
  • Domodossola, 1000 euro
  • Isola, 1200 euro
  • Darsena, 1100 euro
  • Porta Romana, 1000 euro
  • Lambrate, 750 euro
  • Testi, 750 euro
  • Farini, 900 euro
  • Ponte Lambro, 350 euro

 

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