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Caos aeroporti, a Milano Linate EasyJet lascia a terra 120 passeggeri: ecco cosa sta succedendo con l’EES

da | 13 Apr 2026 | Mobilità-Viaggi

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Un volo diretto a Manchester, 121 passeggeri su 148 rimasti a terra, un aereo partito con a bordo solo una trentina di persone. È quanto accaduto questa mattina all’aeroporto di Milano Linate, dove il volo EasyJet EJU5420 delle 11:00 è decollato alle 11:52 abbandonando quasi tutti i suoi passeggeri ancora in coda al controllo passaporti. Lo riporta l’agenzia AskaNews, citando la testimonianza diretta di un (mancato) passeggero, un medico italiano che lavora a Liverpool e che avrebbe dovuto fare ritorno nel Regno Unito questa mattina con moglie e figli.

Tra voli sempre più cari, tensioni geopolitiche e rincari del carburante, il trasporto aereo sta attraversando senza dubbio una fase di forte pressione. In questo contesto, anche l’introduzione di nuovi sistemi di controllo porta ricadute negative per i passeggeri, costretti ad attese più lunghe e (come in questo caso) disservizi eclatanti.

Secondo quanto riporta da Il Messaggero, nelle stesse ore si sarebbero registrate code particolarmente lunghe con disagi anche fisici, malori e svenimenti tra i viaggiatori.

Il sistema EES: cosa è cambiato dal 10 aprile

Dietro al caos descritto nell’aeroporto di MIlano Linate c’è una novità normativa che riguarda tutti i viaggiatori extra-UE, inclusi i cittadini britannici post-Brexit. Il 10 aprile 2026 il sistema EES (Entry/Exit System) è entrato pienamente in vigore in tutti i 29 Paesi dell’area Schengen, dopo un’introduzione progressiva partita il 12 ottobre 2025. Il sistema sostituisce il vecchio timbro manuale sul passaporto con un controllo biometrico digitale: impronte digitali, foto del volto e dati del documento di viaggio vengono registrati in un database centralizzato gestito dall’agenzia europea eu-LISA.

L’obiettivo dichiarato dalla Commissione europea è rafforzare la sicurezza delle frontiere esterne e contrastare i soggiorni irregolari. Dalla sua introduzione, il sistema ha già registrato oltre 52 milioni di ingressi e uscite e più di 27.000 rifiuti di ingresso. A regime, la procedura dovrebbe richiedere in media 70 secondi per passeggero.

Ma in questa prima fase di piena operatività, come confermato dalla stessa Commissione, negli aeroporti europei si segnalano attese molto più lunghe, soprattutto nelle ore di punta, con infrastrutture e personale ancora in fase di adattamento. In Italia il sistema è affidato agli agenti di frontiera della Polizia di Stato.

Chi è coinvolto e cosa fare

L’EES si applica a tutti i cittadini di Paesi terzi (inclusi britannici, americani e qualsiasi viaggiatore non comunitario) che entrano nell’area Schengen per soggiorni brevi, fino a 90 giorni in un periodo di 180. I cittadini UE e chiunque sia in possesso di un permesso di soggiorno europeo valido non sono soggetti alla registrazione.

Il consiglio pratico per chi viaggia in questo periodo è di presentarsi in aeroporto con ampio anticipo rispetto ai tempi abituali, almeno due ore prima per i voli internazionali verso Paesi extra-Schengen, tenendo conto che le code ai controlli possono essere significativamente più lunghe del solito.


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