Lo vediamo sulle stazioni di servizio, sulle bollette di luce e gas e in ogni comunicazione aziendale: è il celebre cane a sei zampe dell’Eni. Pochi sanno però che quel simbolo affonda le sue radici in una leggenda medievale lombarda e in un bassorilievo del Duomo di Milano.
Dal marmo del Duomo al marchio Eni
Sulla facciata della cattedrale, primo fregio a destra del portone centrale, è scolpita una creatura dal collo lungo, zampe palmate e testa rotonda: non un cane, ma un drago.
È Tarantasio, il mostro che – secondo la tradizione – infestava le acque salmastre e mefitiche del lago Gerundo, un antico bacino situato tra Lodi e Milano e alimentato dagli straripamenti di Adda, Serio, Lambro e Po. Quel lago oggi non esiste più, ma tra XI e XIII secolo trasformava la pianura in un enorme acquitrino.
La leggenda del lago Gerundo e di Tarantasio
Le cronache raccontano che il Gerundo sprigionasse vapori pestilenziali e fiammate improvvise: fenomeni naturali tradotti dal mito in un drago che “sputava fuoco”. Il 31 dicembre 1299 la bestia avrebbe smesso di terrorizzare la regione. Per esorcizzare il passato, la sua immagine fu incisa in facciata sulla nascente cattedrale milanese.
Dal dopoguerra ai giacimenti di metano: il simbolo prende forma
Nel secondo dopoguerra Enrico Mattei guida l’AGIP (poi Eni) e, proprio nelle aree un tempo coperte dal Gerundo, vengono individuati importanti giacimenti di gas metano. L’artista Luigi Broggini, incaricato di creare il nuovo marchio, conosce bene la storia di Tarantasio e legge come non casuale la corrispondenza tra la leggenda del “fuoco” e la scoperta dell’energia nel sottosuolo.
Nasce così il cane a sei zampe che sputa fiamme: una rilettura moderna del drago medievale, ponte tra mito locale ed epopea energetica italiana.
Perché sei zampe?
Nella lettura simbolica più diffusa, le sei zampe rappresentano la somma di uomo e macchina: quattro del veicolo e due del conducente. Ma il segno funziona su più livelli.
- Potenza + controllo: le sei zampe suggeriscono spinta, aderenza e stabilità—una trazione “sovrabbondante” che richiama l’idea di energia sotto controllo.
- Velocità + resistenza: la ripetizione degli arti crea un senso di movimento continuo, quasi cinematografico, che comunica rapidità ma anche affidabilità nel tempo.
- Tecnica + mito: l’animale sputa fuoco come il drago del Duomo, ma è stilizzato con linee moderne; è la fusione tra archeologia del simbolo (Tarantasio, il “fuoco” del Gerundo) e design industriale del Novecento.
- Uomo + industria: le sei zampe diventano metafora del lavoro congiunto tra competenza umana e infrastruttura energetica: intelligenza (chi guida) e forza produttiva (il mezzo).
In questo senso, la “scintilla” originaria resta il drago scolpito nel marmo: un’immagine di energia primordiale che, attraversando i secoli, viene ricodificata nel linguaggio del brand.
Da creatura leggendaria a icona globale, il percorso è tutto lì: trasformare un mito locale in un simbolo capace di parlare al mondo dell’energia e della mobilità.
























