Busta paga senza Green Pass, come gestire il cedolino attraverso la normativa

da | 16 Nov 2021 | Lavoro

Studio Rossi, Consulenza del Lavoro a Milano, informa su come gestire il cedolino paga in base alla normativa del Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro.

 

Le novità legate alla gestione dei lavoratori dipendenti sprovvisti di Green Pass, quindi impossibilitati ad accedere ai luoghi di lavoro secondo la normativa vigente del Governo, e di conseguenza considerati assenti ingiustificati, entrano nel vivo con le buste paga di ottobre 2021.

Ma riassumiamo la normativa vigente per capire come gestire il cedolino paga da questo mese in riferimento alle assenze ingiustificate in base all’obbligo di possedere e di esibire il Green Pass.

 

Obbligo del Green Pass

Ricordiamo che a prevedere l’obbligo di esibire il Green Pass nei luoghi di lavoro a partire dal 15 ottobre 2021, almeno fino al 31 dicembre 2021, è stato l’art. 3 del decreto legge n. 127/2021, indipendentemente dalla tipologia contrattuale.

In caso di mancato possesso del Green Pass, quindi, il lavoratore non può accedere al luogo di lavoro e prestare la propria attività fino alla presentazione del certificato, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

Il provvedimento specifica che al lavoratore non spetta né la retribuzione né altro compenso.

Non sono invece previste conseguenze da un punto di vista disciplinare, di conseguenza in caso di assenza ingiustificata per la mancata presentazione del certificato verde il lavoratore mantiene il diritto alla conservazione del proprio posto di lavoro.

Super Green Pass al lavoro, verifica e differenza dal certificato verde base

 

Busta paga senza Green Pass

In merito all’assenza sul luogo di lavoro dovuta alla mancanza del Green Pass, ai fini della maturazione diretta, indiretta e differita, si pone quindi la questione di come gestire la busta paga.

Ai fini della retribuzione diretta è importante essere a conoscenza che qualora il lavoratore vengo retribuito in misura mensile, i giorni di assenza vanno decurtati dal valore convenzionale mensile previsto dal contratto collettivo.

Qualora il lavoratore venga retribuito in misura oraria, le ore di assenza non devono essere conteggiate.

Al lavoratore assente ingiustificato non spetta, per tutto il periodo dell’assenza, alcuna eventuale indennità collegata allo svolgimento della prestazione, come l’indennità di cassa, la reperibilità e altre ancora.

Al lavoratore non spettano neppure i buoni pasto o altre indennità sostitutive, normalmente previste per legge o per contratto, per il periodo di assenza ingiustificata.

In merito al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, come l’INPS e l’INAL, non è previsto l’obbligo da parte del datore di lavoro, essendo l’assenza ingiustificata assimilata alla sospensione del rapporto di lavoro.

Ulteriori informazioni sul sito di Studio Rossi


Condividi l'articolo!

Potrebbero interessarti: