Tra gli effetti della recente fuoriuscita del Regno Unito dall’Europa c’è da segnalare il progetto di accogliere nel Paese solo la manodopera qualificata. Via libera incondizionato per chi è residente da più di cinque anni

 

Quarantasette anni: tanto è durato il tentativo della Gran Bretagna di resistere alle storiche tentazioni della politica insularista e di abbandonare la casa comune europea.

Cosa succederà adesso, dopo che Londra ha deciso di rompere i rapporti con Bruxelles?

Senza dubbio non ci dobbiamo allarmare. Uno Stato non dice addio a mezzo secolo di relazioni diplomatiche dalla sera alla mattina. In particolare, avremo tutti tempo fino alla fine dell’anno prima di vedere il Regno Unito fuori dal mercato unico comunitario.

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A partire dal 2021, però, parecchie situazioni cambieranno.

Cominciamo dagli effetti politici della Brexit: già nel momento in cui scriviamo, Londra è estromessa dalle istituzioni europee, perciò non partecipa più ai vertici dei 28 Paesi membri sebbene resti soggetta, fino al 31 dicembre 2020, al rispetto delle norme, così come alla contribuzione al bilancio.

Sul lato commerciale, invece, tutto è ancora indefinito: è opportuno stipulare una nuova intesa economica, ma i britannici sono avversi ai regolamenti comunitari; il che potrebbe comportare il ritorno delle dogane e dei dazi, in maniera non dissimile da quanto sta facendo l’amministrazione Trump nei rapporti tra Usa e Ue.

Più interessante il capitolo riguardante i cittadini.

Per tutto l’anno rimarrà in vigore la libera circolazione, ma dal fatidico 2021 la Gran Bretagna richiederà visti e passaporti ai soggetti in entrata nel Paese. Non solo: Londra è pronta anche a varare un sistema di immigrazione basato sui criteri del salario, della conoscenza dell’inglese e delle competenze professionali, così da scoraggiare l’arrivo di lavoratori di basso livello.

Gli europei che attualmente risiedono sul suolo britannico, e tra questi contiamo circa settecentomila italiani, potranno ottenere la residenza permanente se presenti nel Paesi da oltre cinque anni, altrimenti dovranno accontentarsi di un permesso temporaneo fino al raggiungimento della soglia richiesta.

Al contrario, i cittadini britannici residenti in uno dei Paesi membri dell’Unione avranno la facoltà di rimanervi, ma senza la possibilità di trasferirsi altrove.

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